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Lettere al direttore

Savona 2021, Astengo: “La nuova amministrazione dovrà puntare su comprensorialità e transizione energetica”

"La città e il comprensorio savonese dovranno essere all'altezza per la stesura e poi l'applicazione del Recovery Plan"

Savona. Nella previsione di elaborare un progetto compiuto in vista delle elezioni savonesi del 2021 il gruppo “Il Rosso non è il Nero” ha già lavorato attorno ad un testo sufficientemente compiuto nei diversi aspetti.

Occorre ritrovare la necessaria articolazione di pensiero per trattare i giusti termini programmatici in base ai quali pensare alla concretezza necessaria per una nuova amministrazione comunale in grado di rilanciare la Città. Abbiamo già fatto notare come il tema della comprensorialità assuma in questo frangente una valenza decisiva.

Ribadiamo: la questione centrale per Savona e il suo comprensorio sarà quella di di risultare all’altezza della situazione che si aprirà sul piano della capacità di rapporto con i possibili flussi di spesa derivanti propria dalla stesura e poi dall’applicazione del Recovery Plan. Beninteso l’applicazione di questo strumento risulterà contraddittoria, graduale, di difficile valutazione e applicazione immediata ma costituirà, nel medio periodo, un punto ineludibile di riferimento per il lavoro degli Enti Locali. Nella necessaria interlocuzione con Regione e Governo dovrà risultare necessario costruire un soggetto unitario di coordinamento, confronto, pianificazione che tenga assieme l’area savonese costiera e la Val Bormida.

Abbiamo già ricordato come le condizioni politiche, economiche e sociali siano molto diverse da quelle nelle quali, qualche decennio or sono, si costruì il PRIS, ma il tentativo di costruzione di una diversa soggettività istituzionale e progettuale andrà comunque svolto: per prima cosa Savona deve assumere la guida di questo processo sostituendo il principio che ha portato all’area di crisi industriale complessa proprio sul piano del “limitarsi alla crisi” da mutare in “pensare al progetto”. Al posto dell’area industriale di crisi complessa va costruito un soggetto di coordinamento capace di porsi in grado di intercettare i già più volte citati flussi di spesa.

Ci siamo già cimentati nell’indicazione di alcune priorità da sottolineare da questo punto di vista: centralità territoriale della sanità pubblica; infrastrutture per l’uscita dall’isolamento; bonifica aree industriali dismesse. Adesso va aggiunto un altro capitolo perché sarà a livello comprensoriale che Savona dovrà essere presente nel progetto di transizione che dovrebbe essere previsto nel completamento della stesura del PNRR.

Siamo in ballo con la questione della proposta del raddoppio a gas della centrale Tirreno Power di Vado Ligure (proprio mentre sono in corso le deposizioni dei tecnici nel processo riguardante i passati fenomeni di inquinamento derivanti dall’uso del carbone). Non possiamo permetterci il lusso di tornare a un conflitto tra lavoro e ambiente che ha caratterizzato per decenni la storia della nostra provincia (non è il caso di ricordare la tragedia dell’ACNA) ma egualmente abbiamo necessità di una strategia di sviluppo industriale.

Sarà soltanto al livello di una struttura di comprensorialità che comprenda Savona, la sua area costiera e la Valbormida che si potrà costruire una proposta di ingresso nel PNNR e nel PNIEC (Piano Nazionale Energia e Clima) attraverso una elaborazione che preveda nuovi impianti produttivi alimentati da fonti rinnovabili: impianti destinati a intensificare interventi sull’efficacia dell’efficienza energetica.

Savona e il suo comprensorio non possono rimanere tagliati fuori da questo livello di progettualità che non potrà però rimanere isolato nel suo contesto specifico: trasporti, edifici, portualità, l’insieme del territorio dovranno risultare progressivamente adeguati a questo tipo di sfida.

Ad esempio: le ferrovie devono rappresentare un pezzo di questa transizione ma la mobilità interna al comprensorio reclama attenzione e investimenti ed emerge la necessità di un’elaborazione comune che tenga conto di entrambi gli elementi.

Il tema della transizione energetica deve allora essere pensato a livello di area vasta (appunto il comprensorio) e riguardare diversi specifici aspetti complementari in modo da produrre una svolta possibile nella qualità della vita e nella stessa prospettiva di crescita economica necessaria per farci uscire dall’isolamento e dal declino.

Franco Astengo

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