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I Magazine di IVG.it - Nera-Mente

San Valentino rosso sangue

"Nera-Mente" è la rubrica di Alice, appassionata di criminologia

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Anno 2013. Sono le tre del mattino. In una meravigliosa villa di un sobborgo di Pretoria, in Sudafrica, c’è una ragazza, Reeva Steenkamp , bellissima modella 29enne, chiusa a chiave nel bagno, con il telefonino tra le mani. È la notte di San Valentino.

Dall’altro lato della porta c’è il suo fidanzato, che non è una persona “qualunque”: è Oscar Pistorius, ventiseienne, atleta paraolimpico che il mondo idolatra.
Pistorius ha tra le mani un’arma: è una pistola 38 Special, famosa per sparare munizioni altamente lesive. Da questa partono quattro proiettili.
La giovane modella cade a terra senza vita, in un lago di sangue. Pistorius, invece, a breve cadrà dal piedistallo dal quale il mondo lo aveva mitizzato.

La sua storia sembra quella di un supereroe. Originario di Santdon, Sudafrica, ha solamente undici mesi quando i medici gli amputano entrambi i piedi per una emimelia fibulare, una malattia rara che comporta un’anomalia nella crescita degli arti. Gli permettono però di muoversi installandogli delle protesi.
Questo handicap però non lo ferma. Al contrario, sembra dargli una spinta in più per superare sé stesso e gli altri. Ha una pulsione agonistica fortissima, per questo diventa un vero e proprio campione: arriverà terzo alle paralimpiadi di Atene.
Nel 2007 stabilisce il nuovo record sportivo mondiale per i disabili per i 400 metri ai Campionati sudafricani di atletica leggera Senior a Durban. Nel giro di pochi anni ottiene sei medaglie d’oro, una d’argento e una di bronzo alle paralimpiadi : finisce sulle copertine dei più prestigiosi giornali, viene battezzato Blade Runner. Nel 2012, vista la sua bravura, gli viene concesso di competere con i normodotati. Diventa così famoso, in Sudafrica e nel mondo.

Sempre in quell’anno avviene l’incontro con la donna che gli cambierà la vita: Reeva Steenkamp. La loro relazione, però, inizia solamente l’anno successivo, e dura meno di quattro mesi. Quando, appunto, la sera del 14 febbraio 2013, la polizia viene allertata per una sparatoria in corso nella casa di Pistorius.

Arrivati sul posto, gli agenti trovano l’ambulanza sul luogo del delitto, con medici e infermieri intorno al corpo inerme di Reeva, su una barella. In poche ore la notizia della sua morte fa il giro di tutti i giornali.
Pistorius appare sconvolto: racconta ai poliziotti che, mentre dormiva, aveva avvertito la presenza di uno sconosciuto chiuso in bagno. Ciò lo avrebbe fatto andare nel panico, poiché quando dorme non indossa le protesi. Per questo motivo avrebbe sparato contro la porta, uccidendo per un tragico errore la fidanzata.
L’uomo viene arrestato immediatamente.
Dall’autopsia, risulterà che la Steenkamp è stata raggiunta da quattro colpi:il primo le ha perforato il femore, rompendole l’anca. Il secondo, di rimbalzo, le ha ferito la schiena, il terzo le ha trapassato una mano ed il quarto, quello fatale, è arrivato dritto al cervello. Per quanto Pistorius continui a parlare di un tragico errore, la scena del crimine racconta tutt’altro.
Diversi testimoni, tra cui la madre della vittima, dichiarano che la relazione era già in rotta: era stata Reeva a deciderlo, e aveva già imballato le sue cose per portarle via. Smentita ulteriormente l’ipotesi del ladro in casa mentre la coppia dormiva, in quanto i vicini, poco prima degli spari, li avrebbero sentiti litigare furiosamente.

Il 3 marzo dell’anno successivo inizia il processo per omicidio. Pistorius viene condannato a cinque anni di carcere per omicidio colposo: sentenza che indigna, contro la quale l’accusa fa immediatamente ricorso.
A peggiorare la situazione dell’atleta arrivano le testimonianze delle sue ex fidanzate, che lo descrivono come un uomo collerico e ossessionato dalle armi. Viene poi condannato a quindici anni di reclusione.

Oscar Pistorius sta scontando la sua pena nel carcere di Atteridgille, dal quale ha chiesto di essere trasferito poiché, secondo il suo legale, essendo disabile rischia di subire aggressioni e stupri da parte degli altri detenuti.
Tra le mura del carcere è diventato il leader di un gruppo di preghiera, in cui legge e spiega la Bibbia ad altri detenuti.

“Nera-mente” è una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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