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San Valentino da incubo per i ristoratori, a Laigueglia commercianti infuriati : “Preavviso ridicolo”

Il sindaco Sasso Dal Verme: "Speriamo che questo sia l'ultimo 'regalo' di un Governo lontano dalla realtà"

Laigueglia. Non è bastato il provvedimento “in extremis” del Governo a rendere ancora più amaro il San Valentino dei ristoratori di Laigueglia. No, perché oltre al danno si è aggiunta anche la beffa del meteo. Infatti, basta guardare fuori dalla finestra per rendersi conto che la festa degli innamorati è iniziata – e sta proseguendo – accompagnata da un bellissimo sole. Normalmente una manna per i commercianti di un paese a vocazione turistica come Laigueglia, ma non in zona arancione e non in questo periodo. Che ha già fatto registrare la chiusura – causa Covid – di un ristorante (mai più riaperto).

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Sono tanti, in queste ore, i titolari di attività che devono fare i conti con prenotazioni disdette all’ultimo minuto, mancati incassi, prodotti acquistati senza la possibilità di essere utilizzati e, ultimo ma non ultimo, dipendenti lasciati a casa: “Pur essendo un piccolo centro Laigueglia ha delle attività che hanno cercato d tenere aperto con grosse difficoltà e un weekend come questo avrebbe dato sicuramente una boccata d’ossigeno – racconta Antonio Rapa, socio del ristorante pizzeria Pacan -. Solo oggi avevamo due cresime prenotate da parecchie settimane e abbiamo ovviamente dovuto disdire tutto. Ora ci resta tutta roba deperibile che dovremo regalare”.

Una danno grave non solo per i titolari delle attività, ma anche per i dipendenti: “Noi abbiamo sei dipendenti che sono in cassa integrazione da ottobre – conclude Rapa- e anche per loro, visto che la cassa integrazione a volte arriva in ritardo, è una grossa difficoltà, anche perché hanno tutti una famiglia”.

Sono tantissime le sale dei ristoranti vuote e che invece oggi, giorno degli innamorati, avrebbero dovuto essere animate dalla presenza di famiglie e coppie pronte a godersi un pranzo servito: “Oggi San Valentino sarebbe stata una grandissima opportunità per i ristoranti di lavorare – spiega -. Avevamo tantissima richiesta, ma purtroppo con un preavviso ridicolo del Governo ci siamo ritrovati ad avvisare gli ospiti che non potevamo soddisfare la loro richiesta – spiega Matteo Zanoni, titolare del ristorante Il vascello fantasma -. Ci riteniamo presi in giro, è stata una grossa mancanza di rispetto, anche perché un ristorante ha almeno bisogno di una settimana per organizzarsi diversamente”.

“È difficile affrontare un sistema del genere che non ci dà preavviso e che ci fa spendere per organizzarci e dare un servizio per riuscire ad incassare qualcosa in questo periodo difficile. Tutto questo rappresenta una danno non solo per noi imprenditori, ma anche per i nostri dipendenti che hanno delle aspettative per il futuro” conferma il titolare del ristorante “Il Pirata”.

Anche il sindaco di Laigueglia Roberto Sasso Dal Verme è rimasto spiazzato dalla decisione dell’esecutivo: “Speriamo che sia l’ultimo ‘regalo’ del vecchio Governo, che con i suoi atti ha dimostrato di non essere all’altezza della realtà – ha commentato il sindaco -. Non voglio entrare nel merito del giusto o non giusto, ma c’è sicuramente stato un grave danno a causa delle tempistiche del provvedimento”.

Dobbiamo sperare ad un cambio di tendenza per questi lavoratori – ha concluso il sindaco -, che oltre al danno stanno anche subendo una beffa, anche perché avevano già acquistato prodotti e assunto personale e oggi hanno dovuto disdire tutto nel giro di 24 ore. Serve una politica più capace di comprendere quella che è la vera attività del territorio”.

Commenti

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  1. Scritto da mario58

    piena solidarietà ai ristoratori infuriati, ma se il nostro Governatore avesse chiuso la zona dell’estremo Ponente Ligure alle prime avvisaglie di una forte espansione del virus, credo proprio che il resto della Regione potesse rimanere gialla, probabilmente, nell’estremo Ponente ci sarà qualche personalità di peso che avrà fatto pressioni su….o tutti o nessuno….qundi bisognerebbe capire molti risvolti

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