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Salvini raffigurato come Moro, Rixi: “Denunciamo”. La Digos apre un’indagine

Si ipotizzano le accuse di apologia di reato e di istigazione a delinquere

Liguria. E’ polemica dopo la pubblicazione, su Facebook, di una foto ritraente Matteo Salvini, leader della Lega, al posto di Aldo Moro nella purtroppo celebre foto relativa al rapimento e alla prigionia del segretario della Dc messo in atto dalle Brigate Rosse, accompagnata dal commento “Non succede, ma se succede…”.

Il post, rimosso dopo pochi minuti, è stato pubblicato da un militante di sinistra, iscritto a Rifondazione Comunista, senza alcun tipo di incarico nel partito e in altri ruoli istituzionali. Immediata la reazione della Lega: “Matteo Salvini è finito nuovamente nel mirino – scrive in un comunicato stampa il deputato Edoardo Rixi – Scorrendo il profilo di La Sinistra è evidente la militanza dell’autore del post, con tanto di foto del 2019 durante una campagna elettorale, affiancato anche da Davide Ghiglione, oggi capogruppo della sinistra nel consiglio Municipale della Val Polcevera”.

“Un post che inneggia e promuove la finalità del terrorismo degli anni di piombo nei confronti di un leader democraticamente eletto e che oggi rappresenta il primo partito in Italia. Un’azione che nulla ha a che vedere col confronto politico usato per fomentare l’odio e cavalcare l’ignoranza” scrive Rixi, che invoca l’attenzione di stampa, Digos e Magistratura con “la stessa attenzione riservata ad altri fatti dei giorni scorsi con indagini sull’autore del gesto e una forte presa di posizione contro il terrorismo rosso, senza fare pesi e misure diversi“.

Il capogruppo regionale della Lega Stefano Mai commenta: “E’ l’ennesimo gesto di odio e violenza sulla rete nei confronti di Salvini, al quale esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza. Un atto gravissimo e inaccettabile. L’autore di questo post sarà ‘bannato’ ovvero interdetto dall’uso del social network dagli stessi amministratori del colosso del web? E tutte le forze politiche in minoranza a Genova e in Liguria, in questo caso, esprimeranno una ferma condanna dell’odio e della violenza che oggi registriamo sui social network?”.

Immediata la risposta di Davide Ghiglione, eletto con Chiamami Genova consigliere del Municipio V Val Polcevera e tirato in ballo dal comunicato del deputato leghista: “Ci dissociamo con post che non ha nulla a che vedere con la cultura della sinistra e dei comunisti del nostro paese, che hanno pagato un tributo di sangue altissimo per la democrazia nel nostro paese. L’attacco di Rixi è però strumentale per provare a riequilibrare l’opinione pubblica dopo il gesto del saluto romano in consiglio comunale a Cogoleto”.

“Ricordiamo che quel gesto è stato compiuto in una sede istituzionale da dei consiglieri eletti – sottolinea Ghiglione – peraltro durante il Giorno delle Memoria, mentre in questo caso stiamo parlando di un post su facebook, che va certamente non sottovalutato, ma che è ben diverso da quanto visto a Cogoleto”.

Nel frattempo la Digos ha aperto un’indagine: si ipotizzano le accuse di apologia di reato e di istigazione a delinquere.

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