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Punteruolo rosso, la proposta dei Verdi: “Limitare i danni con un antagonista naturale”

"Il parassita ha portato all'abbattimento degli alberi: i viali a mare hanno subito profonde trasformazioni"

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Provincia. “La crisi dovuta alla comparsa del ‘punteruolo rosso’ non è conclusa e dopo gli attacchi alla varietà ‘canariensis’ si registrano preoccupanti infestazioni sugli altri palmizi risparmiati fino ad oggi. Gli agronomi sono ben consapevoli del problema: se la palma delle Canarie, succosa e ricca di liquidi quindi molto gradita al parassita, tende a scomparire dall’ambiente, il parassita ancora presente sulle piante malate rivolge la sua attenzione ad altre varietà trascurate in un primo tempo, anche a distanza di kilometri. Nei mesi scorsi, oltre alla ‘Phoenix dactylifera’ si sono registrate pericolose infestazioni sulle palme ‘Washingtonia’, ritenute molto resistenti, spesso utilizzate per nuove piantumazioni ma che dovranno, d’ora in avanti, essere tenute sotto controllo”.

E’ questo l’allarme lanciato dai Verdi della provincia di Savona. Infatti, “Tutta la Liguria – sottolineano – mostra le ferite lasciate dall’attacco del micidiale parassita. Viali e giardini non hanno più l’aspetto di pochi anni fa quando la ‘Palma delle Canarie’ caratterizzava il paesaggio di tutti i centri costieri. In provincia di Savona i ‘viali a mare’ hanno visto profonde trasformazioni dovute agli abbattimenti dei bellissimi alberi. Interventi che hanno richiesto notevoli impegni finanziari tra taglio, rimozione, smaltimento e ripiantumazioni con nuove specie vegetali”.

“Da qualche anno i trattamenti effettuati con prodotti fitosanitari hanno funzionato su tutti i tipi di palma. Quando queste hanno reagito bene all’iniezione di fitofarmaci nel tronco sono rispettate alcune regole: zona di intervento omogenea pena l’inefficacia dell’azione; potatura effettuata solo su foglie secche poiché il punteruolo è attirato dalla linfa dolce di un taglio fresco; siano sistemate trappole con ‘feromoni sessuali’ come primo atto di una ‘lotta biologica’ capace di bloccare gli insetti ancora presenti nell’ambiente”.

“Nel savonese le palme sono ancora in pericolo – ripetono i Verdi – e richiedono cure con la lotta biologica. Gli ultimi studi di Giorgio Gallesio riguardarono proprio le palme, la loro antica presenza in Liguria e gli agenti patogeni. A questo punto non è più tollerabile la presenza, in giardini pubblici e privati, di palme che manifestino la malattia e destinate, se non vengono immediatamente curate, a diventare pericolosi vivai di ‘punteruoli'”.

“La ‘lotta biologica’ – spiegano – è una modalità di intervento importante perché neutralizza i parassiti evitando l’uso prolungato di pesticidi tossici: veleni micidiali che introdotti nell’ambiente entrano con facilità nella catena alimentare. La ricerca scientifica ha già individuato nuovi mezzi capaci di frenare, attraverso metodi naturali, la diffusione dei parassiti: l’utilizzo di nematodi entomopatogeni e l’uso dell’azadiractina, una sostanza naturale che oggi viene prodotta anche per sintesi”.

“Nel trattato dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, si trovano le ultime ricerche dell’agronomo Finalese Giorgio Gallesio, consulente per l’agricoltura di Chabrol de Volvic, Prefetto napoleonico ben noto ai savonesi. Dai suoi scritti emerge che anche nella prima metà dell’Ottocento, le palme venivano attaccate da un altro ‘curculionide’ (della stessa famiglia del ‘punteruolo rosso’). Quel parassita si trovò probabilmente di fronte un antagonista naturale che ne limitò la diffusione, infatti non fece molti danni e poi scomparve: il Gallesio non gli diede troppa importanza, interessato ad altri fitofagi che colpivano i preziosi germogli. E’ auspicabile – concludono – che anche oggi si riescano a limitare i danni del ‘punteruolo’ con la scoperta di un antagonista naturale in grado di salvare le bellezze del nostro paesaggio”.

 

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