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Ponte Morandi, l’inghippo di un software non ferma l’atteso incidente probatorio

La questione sollevata da alcuni legati degli imputati, attesa la decisione del gip

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Liguria. Il giudice per le indagini preliminari Angela Nutini ha disposto il deposito e l’acquisizione del software usato dai periti per il calcolo del tiraggio del trefolo.

Il giudice non ha rinviato l’udienza facendo cominciare subito la relazione e discussione sulla prima parte della perizia. Il software verrà consegnato entro venerdì e gli avvocati potranno studiarlo.

Dopo il timore di un rinvio, è ripreso regolarmente poco dopo le 15 l’incidente probatorio per il crollo di ponte Morandi.

Questa mattina alcuni difensori degli imputati hanno sollevato un’eccezione a causa del mancato deposito dei file sorgenti del software per il calcolo del grado di corrosione dei trefoli dei tiranti del ponte che i periti del gip hanno usato per analizzare lo stato di manutenzione del ponte Morandi.

Gli avvocati avevano chiesto un rinvio di due settimane ma il giudice ha deciso che nel frattempo le udienze possono andare avanti sulle altre parti della perizia. 

Il secondo incidente probatorio sulle cause del crollo del ponte Morandi è iniziato questa mattina: il gip Angela Maria Nutini ha fissato udienze per tutto il mese, sabato compreso, che si terranno sotto la tensostruttura fatta allestire appositamente nel grande cortile al terzo piano di palazzo di Giustizia. L’unica, in epoca Covid, in grado di ospitare 200 persone tra avvocati, consulenti, periti e parti offese. Verrà esposta la perizia disposta dal gip sulle cause del crollo e i periti risponderanno anche alle domande degli avvocati degli indagati e a quelle della Procura. Poco prima di Natale i periti scelti dal gip Angela Maria Nutini, hanno depositato un documento di 476 pagine in cui spiegano perché il ponte sul Polcevera è crollato il 14 agosto 2018 uccidendo 43 persone.

Un possibile rinvio, anche di 15 giorni, dell’incidente probatorio per il crollo di ponte Morandi cominciato questa mattina: il motivo è il mancato deposito dei file sorgenti del software per il calcolo del grado di corrosione dei trefoli dei tiranti del ponte.

A sollevare la questione preliminare sono stati alcuni avvocati degli imputati. Dopo una lunga mattinata di questioni preliminari il gip Angela Maria Nutini si è chiusa in camera di consiglio per decidere. 

Se l’istanza venisse accolta ci sarebbe quindi un nuovo e inaspettato stop. Il giudice potrebbe anche decidere di andare avanti su altre parti della perizia dando alle parti il tempo per disporre dei file a rifare i calcoli. Lo stato di corrosione dei trefoli è uno dei punti decisivi su cui si fonda la perizia sulle cause del crollo.

“I legali delle difese  stanno cercando di dilatare ulteriormente i tempi, aspetteremo cosa deciderà il giudice oggi pomeriggio. Le cause sono chiare, la loro strategia anche: vogliono cercare di far diventare questo processo eterno, ma noi sappiamo che le responsabilità passano dalla loro parte e che il Morandi è crollato e alcune persone sono state trucidate. Il tempo è dalla nostra, vedremo cosa deciderà il giudice oggi pomeriggio”. E’ il commento di Emmanuel Diaz, fratello di Henry, una delle 43 vittime del ponte Morandi, dopo il rinvio chiesto in avvio del secondo incidente probatorio sul crollo. “Le eccezioni che ci sono state sono le stesse del passato – ha aggiunto Diaz -. Si sono accaniti sul metodo di calcolo dei periti, non è che hanno proposto niente di particolarmente interessante o nuovo, deciderà il giudice”.

Presente all’udienza sin dall’avvio dei lavori anche Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi. Si aspettava questo inizio? le è stato chiesto “Non so – ha solo risposto -. Vedremo nel pomeriggio”.

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