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Piano vaccinale, i vaccini anti-Covid e test antigenici: discussione in consiglio regionale

Diverse le interrogazioni presentate dai diversi consiglieri di minoranza

Regione. Il piano vaccinale, i vaccini anti-Covid e i test sono stati al centro del consiglio regionale in corso quest’oggi.

Durante la mattinata, sono state presentate due interrogazioni ad oggetto la vaccinazione di farmacisti e altre categorie ad alto rischio: una da Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno), sottoscritta dai colleghi del gruppo, la seconda da Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) e sottoscritta dai colleghi del gruppo. Arboscello ha chiesto alla giunta di includere farmacisti e altre categorie ad alto rischio nell’elenco degli aventi diritto al vaccino in via prioritaria. Il consigliere ha rilevato che i farmacisti operano a stretto contatto con il pubblico e risultano una delle categorie con più contatti e che molte delle prestazioni effettuate avvengono in modalità ravvicinata. Centi ha chiesto alla giunta se i pazienti affetti da asbestosi saranno ricompresi nella Fase 2 del vaccino anti Covid-19. Il consigliere ha ricordato che l’asbestosi è una malattia polmonare provocata da un’esposizione prolungata e intensa al pulviscolo di amianto e ha rilevato che il Ministero della Salute ha definito sei categorie prioritarie di soggetti da sottoporre al vaccino contro il Covid-19 nella fase 2.

Il presidente della giunta Giovanni Toti, con delega alla sanità, ha spiegato che si tratta di decisioni che vengono assunte a livello nazionale: “L’indicazione della popolazione target è stata formulata dal Ministero della salute sulla base delle evidenze scientifiche oggi disponibili e il documento programmatorio è stato approvato dal Parlamento e poi recepito dalle Regioni”. Toti ha quindi spiegato nel dettaglio la campagna vaccinale ricordando che la notte scorsa sono iniziate le prenotazioni on line degli over 80 e fino alle ore 10.30 di questa mattina erano state raggiunte circa 14 mila prenotazioni.

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di comunicare anche le positività rilevate tramite tamponi antigenici. Garibaldi ha rilevato che questo dato è inserito nel bollettino nazionale dal 15 gennaio scorso e che i test antigienici rapidi sono di più facile accesso e, quindi, è molto probabile che il rapporto test/positivi risulti più basso perché le persone che si testano non sono per forza soggetti a rischio. Toti ha detto: “Tutti i pazienti che risultano positivi al test antigenico vengono successivamente sottoposti al test molecolare quindi nei flussi sono evidenziati i casi confermati dai test molecolari e, dunque, la questione posta nell’interrogazione non sussiste”.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta dal collega del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta perché la Regione, nella fase 1 della somministrazione dei vaccini, non ha considerato prioritaria la somministrazione del vaccino anti covid anche per medici e infermieri privati, dentisti, psicologi, psichiatri, farmacisti e fisioterapisti, che quotidianamente sono esposti al contagio. Secondo fonti di stampa – ha detto – sono rimasti esclusi quasi 20 mila operatori di queste categorie. Toti ha specificato che la Liguria è tenuta a seguire il Piano strategico vaccinale disposto dal ministero della Salute, elaborato con atti protocollati del Commissariato all’Emergenza sanitaria sulla base di evidenze scientifiche e approvato dal Parlamento. “Il piano vaccinale – ha concluso – sarà adeguato dal governo sulla base dell’andamento epidemiologico”.

Altre due interrogazioni hanno riguardato l’andamento della campagna vaccinale regionale: la prima è stata presentata da Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) sottoscritta dai colleghi del gruppo, la seconda da Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa) e sottoscritta dai colleghi del gruppo. Arboscello ha chiesto alla giunta i dati sulle vaccinazioni effettuate, divise per categorie, e i tempi di vaccinazione delle categorie prioritarie non ancora vaccinate. La minoranza, ha ricordato, ha chiesto che tutte le professioni sanitarie siano vaccinate tra le prime categorie e che, secondo il report “Gimbe”, la Liguria è la penultima regione per percentuale di personale sanitario vaccinato, che il 39% è personale non sanitario. Sansa ha chiesto alla giunta le modalità e chi effettuerà l’estrazione casuale dall’Anagrafe sanitaria con chiamata attiva e chi effettuerà l’estrazione nel “Silver Vaccine Day”. Il consigliere ha ricordato che il 12, 13, 15 e 16 febbraio saranno vaccinate oltre duemila over 80 selezionati con un’estrazione dall’Anagrafe sanitaria con chiamata attiva.

Giovanni Toti ha spiegato che l’adesione del personale sanitario è stata superiore al 70% e che l’80% dei professionisti ha già ricevuto la seconda dose. Il presidente ha assicurato che è stato rispettato rigorosamente l’elenco delle professioni sanitarie e di coloro che lavorano nel settore, fornito dal Piano strategico vaccinale nazionale. Rispetto alle percentuali di persone finora vaccinate, Toti ha puntualizzato che la Liguria è riuscita ad avere un numero di vaccini superiore a quello ottenuto da Regioni anche più popolose, grazie all’alto numero di ospiti nelle rsa e che la necessità di garantire a tutti il richiamo ha richiesto un’adeguata programmazione delle somministrazioni. Rispetto alla questione sollevata da Sansa il presidente ha illustrato il software adottato da Liguria Digitale spiegando i criteri che hanno determinato ispirato l’estrazione casuale. “La Liguria – ha sottolineato – è stata l’unica regione in cui il sistema informatico sta funzionando con tempi di attesa limitati, grazie allo sforzo straordinario del nostro sistema”.

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta il cronoprogramma della seconda fase di vaccinazioni anti Covid-19. Il consigliere ha rilevato che la campagna, attuata su lavoratori under 55 (vaccinati con AstraZeneca) e su anziani e persone con gravi patologie (vaccinati con Pfizer/Moderna), va attuata in modo efficiente e ha sottolineato la necessità di vaccinazioni soprattutto nelle aree di frontiera del ponente. Toti ha illustrato nel dettaglio le priorità vaccinali definite dal ministero della Salute nella fase 2 contando, naturalmente, sulle previste forniture di dosi e di personale da parte della struttura commissariale nazionale. Toti ha quindi sottolineato lo sforzo compiuto per garantire tempestivamente la copertura vaccinale ai lavoratori transfrontalieri del ponente ligure.

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta la percentuale di test antigenici di ultima generazione (a lettura immunofluorescente) utilizzati dal 15 gennaio per il testing in Liguria. Il consigliere ha rilevato che 8 Regioni, fra cui la Liguria, non hanno ancora inserito questo dato nel bollettino Covid, così come è avvenuto, invece, nel bollettino nazionale. Toti ha risposto: “Sono state espletate tutte le procedure per l’acquisizione dei test antigenici e sono state acquistate e messe a disposizione del sistema sanitario ligure le prime 15 mila unità. Il policlinico San Martino e le Asl 1 e 3 ne hanno già attivato l’utilizzo”.

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