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“Perso il conto delle volte che abbiamo montato il banchetto”: San Valentino amaro per i bar savonesi

Le testimonianze dei titolari di alcuni bar, tra le attività più colpite dal nuovo provvedimento governativo

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Liguria. È la delusione il sentimento che (ri)emerge tra i cittadini e i commercianti savonesi per il ritorno della Liguria in zona arancione. Una rabbia che molti hanno provato a trasmettere attraverso un post sui social oppure mediante gesti che superano il concetto di valore simbolico e che sono in grado – da soli – di rappresentare la condizione di difficoltà di molte famiglie.

Sono diversi i lettori del nostro giornale che hanno deciso di scriverci per esternare la loro frustrazione in un momento così particolarmente delicato: “Sono un ragazzo di 23 anni e con questa lettera, probabilmente dettata dalla profonda frustrazione e delusione verso questo Paese, vi scrivo con la speranza di dare ancora più visibilità alla profonda ingiustizia alla quale noi operatori della ristorazione siamo stati sottoposti in questo week end di febbraio. Provo rancore e una immensa frustrazione nel vedere che il governo incurante delle conseguenze ha deciso di chiudere nuovamente i servizi ristorativi con meno di 48 ore di preavviso – scrive Ruben Misrachi a IVG.it -. Non solo un risicato preavviso, inaccettabile e insostenibile, ma anche una mancanza di rispetto per tutte quelle persone  che hanno chiamato personale, effettuato manutenzione e rifornito le proprie celle frigorifere di cibo in vista di un week end considerato di alto rendimento per il settore”.

Continuo a cercare un senso pratico all’accanimento del Governo al mondo della ristorazione – continua Ruben – ma non riesco a capacitarmene vedendo al contempo Immagini di centri commerciali strapieni, negozi che giustamente avendone la possibilità riempiono i propri negozi con ben più della capacità massima consentita e via dicendo. Mi sento svilito dal non poter esercitare il lavoro per la quale ho studiato, mi sento deluso dalla fatica che faccio per mantenere un tenore di vita che si avvicini a quello che avevo all’inizio di questa pandemia”.

Mi sento ridicolizzato dal Governo che trova mille scappatoie per non erogare nessuno dei miserissimi ristori che hanno previsto ma mai attuato. Sono un fiero rappresentate del mio settore e voglio chiedere a tutti quelli che avranno la possibilità di leggere questo mio sfogo di appoggiare tutti i loro amici, parenti e conoscenti che si trovano in questo momento difficile, perché è brutto non poter andare in vacanza o di non poter avere tutte le libertà a propria disposizione, ma è molto peggio avere il divieto del governo a svolgere il proprio lavoro in nome di una improbabile giustizia popolare” conclude.

Tra le categorie più colpite dalla zona arancione, i bar. Che insieme ai ristoranti resteranno chiusi per la consumazione sul posto (per i bar l’asporto è previsto sino alle ore 18). Tra continui cambi di colore, non sono poche le attività che si ritrovano nelle condizione – come si legge sulla pagina facebook di un locale pietrese – “di aver perso il conto delle volte che abbiamo montato il banchetto”.

Abbiamo perso il conto delle volte che abbiamo montato il banchetto!!

Pubblicato da Caffetteria La Pietra su Sabato 13 febbraio 2021

E sono proprio i baristi – insieme ai ristoratori – a lamentarsi di un provvedimento preso a poche ore dall’inizio del weekend di San Valentino. Che, quasi come una beffa ulteriore, è stato pure baciato dal sole: “Beffati e danneggiati sia a livello economico che psicologico – scrive a IVG.it Matteo Canciani, titolare del Cafè Bistrot Punto 53 di Pietra Ligure -. Basta giocare a strega comanda color! Secondo le previsioni espresse da organi ufficiali regionali in dieci giorni siamo passati da zona bianca a zona arancione, da avanzare l’idea di tenere aperto la sera a restare chiusi nel giorno di festa…”.

“Le parole – spiega il commerciante pietrese – vanno pesate soprattutto se i dati vengono inviati da chi viene controllato e nel contempo è controllore. Lasciamo giocare ai bambini della scuola dell’infanzia a ‘strega comanda color’ e cerchiamo di essere seri e più competenti perché ci siamo stufati di essere strumentalizzati per meri scopi elettorali. Da imprenditore del settore di ristorazione non posso continuamente buttare nel cestino centinaia di euro di merce semplicemente perché mi fido di ciò che organi ufficiali dichiarano, non posso non avere una visione a medio termine per poter programmare il lavoro perché, anche in fascia gialla, c’è il rischio di dare disservizi agli avventori del mio locale”.

“Non entro in merito alle questioni tecniche scientifiche perché non ho le conoscenze adatte ma chiedo solo certezze nelle previsioni e dichiarazioni veritiere da parte degli organi ufficiali. In Liguria ci sono circa 12000 imprese del settore ristorazione avente un ingente indotto e una filiera di larga fascia e qui mi viene una domanda spontanea: siamo ben rappresentati o qualcosa cigola? Ai posteri l’ardua sentenza… Il passato non può essere cambiato, ora mi concentro sul futuro, perché è lì che mi aspetto di trascorrere il resto della mia vita” conclude Canciani.

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