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Mister Lepore, oste e tecnico, lapidario: “Tanti stanno male e si pensa alla ripartenza dei campionati?”

Pierluigi Lepore commenta il tentativo di far proseguire la stagione e parla delle intenzioni per il futuro

Vado, Savona, Novese, Sestrese, Cuneo e Albenga. Mister Pierluigi Lepore ha lavorato in piazze importanti del calcio ligure e non solo. Un “uomo di calcio” che però in questo momento pensa che si debba fare a meno dell’amato pallone e che non ha l’urgenza di tornare in pista.

Titolare di un ristorante nel cuore di Celle, ha vissuto in prima persona le conseguenze delle restrizioni messe in atto per contenere la pandemia. A precisa domanda – se pensa che abbia senso ipotizzare la ripresa del calcio – risponde in maniera altrettanto netta. “Ci sono persone che stanno male e noi pensiamo alla ripartenza? – commenta – il calcio manca a tutti ma ci sono delle priorità”.

“Come normale che sia – prosegue – ognuno tira l’acqua al proprio mulino. La Federazione ha interesse a riprendere ma visto che nessuno in queste categorie vive di calcio non vedo perché provare a ripartire a tutti i costi. Altra questione è il calcio dei professionisti”.

Mister Lepore, tuttavia, non si è fatto abbattere dal momento complesso per il comparto della ristorazione. “Come nel calcio – spiega – cerco di lavorare laddove ho la possibilità di incidere. Quindi non posso che rimettermi alle decisioni degli organi competenti in merito alle restrizioni, nella speranza di poter riaprire. Tuttavia, è indubbio che vi sia tanta confusione a tutti i livelli. Anche per questo parlare di calcio mi sembra improprio”.

L’allenatore ponentino è fermo dallo scorso anno. La pandemia fermò la rincorsa del suo Albenga verso la Serie D. Subentrato a mister Matteo Solari, pregustava il colpaccio ai danni del Sestri Levante.

“Capii che ero stato scelto come traghettatore dopo poco – racconta –  ma onestamente speravo di potermi in qualche modo guadagnare la riconferma. Così non è stato. Mi son lasciato senza rancore ma con il rammarico per non aver potuto vedere il risultato di un lavoro che stava dando i suoi frutti”.

“Non ho bisogno di allenare – conclude Lepore – e già in passato la voglia di stare in pista mi ha portato a commettere qualche errore. Rimango alla finestra, in attesa di un progetto serio e che mi dia stimoli importanti, indipendentemente dal lato economico. Ne deve valere davvero la pena, altrimenti non me la sento di togliere tempo a lavoro e famiglia”.

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