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Osservatorio Nazionale contro le discriminazioni nello Sport

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Mercoledì 10 febbraio si è tenuta in videoconferenza, la prima riunione dell’Osservatorio Nazionale contro le discriminazioni nello Sport istituito dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con le Federazioni Sportive Nazionali e le organizzazioni che hanno deciso di aderire. Tante le realtà sportive che hanno partecipato all’incontro.

Per il calcio oltre a FIGC, Leghe Professionistiche e AIC, ha partecipato anche la Lega Nazionale Dilettanti, rappresentata dal consigliere federale Stella Frascà. Durante la riunione sono stati affrontati diversi temi quali la condivisione delle buone prassi messe in atto dalle Federazioni a livello nazionale e locale e le possibili iniziative congiunte di sensibilizzazione sui temi dell’antidiscriminazione e del contrasto alla violenza, con particolare riferimento al mondo giovanile.

“Come è stato ampiamente dimostrato sin dall’inizio del mio mandato alla presidenza, la LND profonderà sempre il massimo impegno nell’attuare delle politiche di prevenzione e di cultura sportiva, – ha dichiarato il presidente Cosimo Sibilia – due elementi che sono tra i più efficaci antidoti a tutte le forme di razzismo, violenza e discriminazione”.

“Siamo molto soddisfatti – ha affermato il direttore dell’UNAR Triantafillos Loukarelis – L’obiettivo comune è quello di prevenire ogni forma di discriminazione e violenza e promuovere la cultura dell’inclusione, dei diritti umani, del rispetto e della valorizzazione delle differenze”.

La nascita a luglio 2020 dell’Osservatorio ha rappresentato una novità assoluta anche in Europa, attualmente sprovvista di un organismo dotato di strumenti adeguati per monitorare e fornire un’analisi precisa sulle discriminazioni in ambito sportivo, in particolare su quello amatoriale e dilettantistico. Ciò consente al nostro Paese di proporre strategie efficaci e all’avanguardia e attraverso un’attività di sensibilizzazione e formazione, promuovere soprattutto nei giovani, la cultura del rispetto e dell’inclusione, nonché la prevenzione e il contrasto di ogni tipo di violenza e di discriminazione nell’ambito sportivo.

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