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Ospedale Albenga, Calleri e Porro (Lega): “Usare risorse del Recovery Fund per mantenerlo pubblico”

"Invitiamo​ questa maggioranza ad essere​ collaborativa votando in maniera unanime il nostro documento"

Albenga. “Anche per l’ospedale di Albenga, come per quello di Cairo Montenotte, con quasi 20 miliardi del Recovery Fund​ destinati al sistema sanitario nazionale, ci saranno più risorse economiche per poterli mantenere​ aperti. Abbiamo chiesto al presidente di Regione Giovanni Toti di sospendere l’iter di privatizzazione e di mantenere pubblico​ anche​ il Santa Maria di Misericordia”.

Lo dichiarano in una nota i consiglieri comunali della Lega Cristina Porro e Gerolamo Calleri unendosi alla richiesta di rivalutare la privatizzazione dell’ospedale ingauno già avanzata dal gruppo di Forza Italia e dalla maggioranza. E’ stata ufficializzata la proposta attraverso la presentazione di un ordine del giorno con il quale “invitiamo​ questa maggioranza ad essere​ collaborativa, nell’interesse della città, votando in maniera unanime il documento, accettando eventuali integrazioni senza però disconoscere quanto proposto”.

“Fuori luogo – continuano -, data anche l’emergenza Covid che stiamo vivendo, la predica da parte di chi, nel corso di un decennio di governo regionale, con Burlando e Montaldo, ha depotenziato e smantellato pezzo per pezzo la nostra sanità ingauna, a vantaggio solo di un modello sui​ generis di privatizzazione che si chiamava Gruppo sanitario ligure e portava la firma della primogenitura proprio del Partito democratico.”​

“Come in medicina esistono da una parte gli specialisti esperti di organi, apparati, patologie diverse, e dall’altra gli improvvisati stregoni, così​ nella politica esiste​ chi da un lato si preoccupa dei problemi del nostro territorio senza pregiudizio alcuno e chi, dall’altro, si dimostra esperto in chiusure e proclami: il centrosinistra”.

“La sanità non è un argomento da bar come avrebbe voluto trattarlo, in campagna elettorale, il dottor Riccardo Tomatis. La salute dei nostri concittadini necessita di un contesto ben diverso da​ una sala da biliardo per discuterne. Ancora oggi ricordiamo, ad esempio, il silenzio assordante del Consigliere Cangiano – all’epoca sindaco di Albenga – quando all’auditorium San Carlo arrivarono il presidente della Regione e l’allora assessore regionale alla sanità, per spiegare la situazione della sanità albenganese”.

“E ancora oggi non abbiamo dimenticato l’istituzione di una commissione comunale della sanità creata ad hoc, con il volto unanime anche di Lega e Forza Italia, per​ la tutela e la salvaguardia del nostro ospedale, commissione​ che, al di là dei proclami del sindaco dal palco della Festa dell’Unità, è stata dimenticata, inattiva da oltre un anno”.

“Comprendiamo perfettamente – prosegue l’attacco alla maggioranza – il profondo imbarazzo che in oggi l’amministrazione comunale targata Pd prova​ per non aver mai mosso un dito quando il buon Burlando ci chiudeva reparti, portava via posti letto e​ declassava il Pronto soccorso a Punto di primo intervento aperto 12 ore al giorno. Un’amministrazione comunale che ha inscenato battaglie mediatiche, senza conoscere la benché minima differenza tra gestione e proprietà e senza mai proporre un progetto serio o un’alternativa valida alla gestione privato-convenzionata”.

“Memori della visita di Matteo Salvini presso il nostro ospedale nel 2018 – concludono i consiglieri -, visita fortemente voluta dalla nostra cara Rosy Guarnieri, a noi del centro destra è sempre interessato l’obiettivo di un ospedale ingauno aperto, con pronto soccorso, reparti ed ambulatori funzionanti a pieno regime, senza pregiudizio alcuno sulla gestione pubblica o privato-convenzionata, purché​ il paziente trovasse tutti i servizi a costo del ticket”.

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