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Montagna, FdI: “Il Governo risarcisca dell’80% i comprensori sciistici”

"La decisione del ministro Speranza di chiudere gli impianti a poche ore dalla loro riapertura, prevista il 15 febbraio è stata improvvisa e con pesanti danni economici per il comparto"

Regione. I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Veronica Russo, Stefano Balleari e Sauro Manucci hanno presentato oggi un ordine del giorno che impegna il presidente e la giunta regionale ad “attivarsi presso il governo centrale per richiedere, assieme alle altre Regioni, uno stanziamento straordinario pari almeno all’80% delle perdite subite dell’intera stagione invernale 2020/2021 e di sostenere ogni azione legale promossa dagli imprenditori del settore sciistico”.

“La decisione del ministro Speranza di chiudere gli impianti a poche ore dalla loro riapertura, prevista il 15 febbraio è stata improvvisa e con pesanti danni economici per il comparto dei comprensori sciistici, comprese le attività di indotto interessate da restrizioni come il settore ristorazione, intrattenimento e rifugi – dicono i consiglieri – Anche la Liguria è caratterizzata da un entroterra montuoso in cui sono presenti alcune località con comprensori che offrono la possibilità di praticare gli sport invernali (sci alpino, di fondo) ma anche arrampicata su ghiaccio, ciaspolate e trekking. Il risarcimento andrebbe calcolato sull’importo medio dei fatturati degli ultimi tre anni”.

“L’ordinanza ministeriale nella tempistica non ha giustificazioni, dal momento che la presenza delle varianti inglese, sudafricana e brasiliana del Covid 19 è presente in Italia, purtroppo, già da diverse settimane, e di conseguenza tale provvedimento poteva essere preso con molto più tempismo, evitando così agli imprenditori del settore degli sport invernali di spendere soldi, tempo, ed investimenti in personale per nulla. Inoltre, il monitoraggio della presenza del Covid 19 in Italia avviene su base settimanale e, salvo improvvisi ed improbabili scoppi di focolai emergenti nel giro di poche ore, le ordinanze riguardanti il divieto o meno di lavorare vanno prese con adeguato preavviso e non poche ore prima”, concludono Russo, Balleari e Manucci.

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