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Migliorare le politiche di accoglienza e l’inclusione sociale dei cittadini stranieri: la Prefettura lancia il progetto “Meet 2 Know”

Il progetto prevede il potenziamento delle professionalità del personale della Prefettura e la presenza di mediatori madrelingua titolati

Provincia. Migliorare la governance delle politiche di accoglienza e inclusione sociale dei cittadini provenienti da paesi terzi e dei richiedenti e titolari di protezione internazionale. E’ l’obiettivo di “Meet 2 Know”, il progetto attivato dalla Prefettura di Savona con il finanziamento del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami) dell’Unione Europea.

L’iniziativa è stata presentata in occasione della riunione del consiglio territoriale per l’immigrazione, tenutasi questa mattina in modalità telematica. All’incontro, presieduto dal prefetto Antonio Cananà, hanno partecipato i rappresentanti della Regione, della Provincia di Savona, dei Comuni capofila dei distretti socio-sanitari (Savona, Albenga, Cairo Montenotte e Finale Ligure), delle forze di polizia, dell’ufficio scolastico provinciale, del centro provinciale per l’istruzione degli adulti dell’Asl2, delle organizzazioni sindacali e di alcune associazioni del Terzo Settore attive nel campo dell’immigrazione.

Il progetto vede come capofila la Prefettura di Savona e come partner un’associazione temporanea di scopo costituita dalla Cooperativa Sociale Agorà di Genova e dalla Fondazione L’Ancora di Varazze, enti aventi entrambi un’esperienza consolidata nei servizi di accoglienza per stranieri. L’associazione temporanea è stata selezionata all’esito di una procedura ad evidenza pubblica a carattere nazionale.

Il progetto ha avuto avvio nel dicembre scorso, ma entrerà nel vivo nel prossimo mese di marzo. La sua durata complessiva è di 20 mesi. Esso vedrà il coinvolgimento a regime di dodici operatori esperti in ambito legale, sociologico e della mediazione culturale. In particolare, esso si prefigge di rafforzare il ruolo della Prefettura nei servizi ai cittadini dei paesi terzi trattati dallo Sportello Unico Immigrazione e dall’ufficio cittadinanza, a garanzia del miglioramento dell’accoglienza e dell’orientamento per l’utenza straniera. Le azioni messe in campo sostanzialmente prevedono il potenziamento delle professionalità del personale della Prefettura, con percorsi formativi ad hoc, e la presenza di mediatori madrelingua titolati per le lingue inglese, francese e araba, il cui intervento può essere, oltre che allo sportello, anche a chiamata, per particolari necessità nel disbrigo delle pratiche amministrative.

Si è inoltre pensato all’elaborazione di linee guida a cura di mediatori e sociologi e a un’attività di networking principalmente rivolta ad Enti locali, istituzioni territoriali (Ufficio scolastico provinciale, centro provinciale per l’istruzione degli adulti, Asl2 e altri), gestori dei centri di accoglienza straordinari ed Enti del privato sociale.

L’iniziativa nasce per dare una risposta istituzionale adeguata alle esigenze di agevolare una proficua emersione e un’efficace integrazione della presenza straniera nel savonese, avvicinando le istituzioni pubbliche ai cittadini di paesi terzi presenti regolarmente sul territorio nazionale, soprattutto in epoca di pandemia, momento in cui, con l’aumento delle difficoltà nel quotidiano, la prossimità dei servizi diventa un elemento centrale nel funzionamento degli stessi.

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