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Maltrattamenti Rsa Varazze: revocati i domiciliari a una Oss, scambio di persona nei video foto

Confermata la misura cautelare per le altre due: si sono giustificate parlando di stress e stanchezza dovuti a carenza di personale

Varazze. La difficoltà della mansione, la carenza di personale, lo stress. Sarebbero state queste le “molle” dietro i maltrattamenti agli anziani della Rsa La Villa di Varazze da parte delle Oss arrestate nel corso del primo blitz, il 25 gennaio scorso. Questa mattina Simona Siccardi (48 anni, di Savona), Rossana Barigione (58 anni, di Varazze) e Natalina Minasi (64 anni, di Genova) sono state sentite dal giudice Alessia Ceccardi e hanno fatto alcune prime, parziali ammissioni.

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Per una delle tre donne, Rossana Barigione, è arrivata la revoca degli arresti domiciliari: dei 4 episodi a lei contestati, infatti, in due casi è emerso uno “scambio di persona” (la donna nelle immagini non era lei bensì Elisa Zunino, la 38enne arrestata pochi giorni dopo). A suo carico rimangono quindi solamente due episodi, giudicati peraltro meno rilevanti: uno sviluppo che ha alleggerito la sua posizione e spinto il Gip a revocare la misura cautelare.

Restano invece ai domiciliari le altre due Oss che oggi, nel corso dell’interrogatorio, hanno ammesso i fatti documentati nei video. Le donne hanno fornito la loro lettura, parlando di anziani difficili da gestire e attribuendo i propri comportamenti (non veri e propri maltrattamenti, secondo loro, ma solamente atteggiamenti bruschi) allo stress e alla stanchezza dovuti alla carenza di personale. Una ricostruzione contestata dagli inquirenti, che hanno chiesto conto delle frasi pesanti registrate nei video.

In ogni caso, i legali delle Oss hanno presentato una istanza di attenuazione della misura cautelare a cui il pm, date le prime ammissioni, ha dato parere favorevole. Il giudice si è riservato di decidere.

Due dei tre colleghi arrestati in seguito (la 46enne Tiziana Uccelli, di Stella, e il 50enne Alessandro Rossi) verranno ascoltati venerdì, mentre l’interrogatorio dell’ultima persona coinvolta, la 38enne Elisa Zunino, slitterà a causa della sua positività al Covid-19.

IL BLITZ

L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata messa dal Gip del Tribunale di Savona al termine di una complessa indagine, durata alcuni mesi, durante la quale sono stati documentati numerosi e reiterati episodi di violenze fisiche e verbali. Bruschi strattonamenti dei pazienti durante le operazioni di pulizia personale e cambio degli abiti, fino ad arrivare a veri e propri schiaffi, accompagnati da insulti, minacce e imprecazioni proferiti dalle tre operatrici, cui corrispondono grida di dolore, pianti e implorazioni delle vittime.

Molto spesso, durante l’orario di lavoro, gli anziani pazienti sarebbero stati lasciati incustoditi, senza che venissero soddisfatte le loro reiterate richieste di assistenza, attivate dagli ospiti anche attraverso i campanelli posti nelle vicinanze dei letti. “Gli anziani venivano anche minacciati di essere lasciati senza i pasti – spiegano dalla Finanza – fino al rischio di essere legati al letto e percossi, solo per aver ‘disturbato’ le operatrici con le loro richieste di assistenza, peraltro più che legittime e pienamente rientranti nei doveri lavorativi delle tre arrestate”.

Le condotte contestate alle arrestate sono di assoluta gravità e durezza – fa sapere il Comando provinciale – prive dei più elementari sentimenti di umana compassione. Comportamenti per i quali l’autorità giudiziaria ha contestato altresì l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera e della minorata difesa delle vittime, molte delle quali non autonome a causa delle infermità che le affliggono”.

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