Prospettive

Lockdown e colori, la complicata sfida del governo Draghi: far rispettare le nuove regole sarà difficile

Per molti ristoratori sono arrivate le multe per aver tenuto aperto contro il “dispetto di San Valentino” del ministro Speranza

Liguria. L’entrata in campo di Mario Draghi nelle politiche di contrasto alla pandemia promette nuovi scenari, non sappiamo se migliori o no rispetto al precedente governo.

Si susseguono idee, proposte, indiscrezioni, che si alternano con quelle delle regioni, tanto che potrebbero esserci novità – anche solo a livello di annunci – da un momento all’altro.

Certo è che la confusione regna sovrana come e più di prima, e quindi Draghi il primo obiettivo, quello di semplificare le cose per far comprendere ai cittadini le nuove disposizioni e come comportarsi di conseguenza, non lo ha ancora raggiunto. Ha bisogno di tempo? Diamoglielo, ma il fischio finale sta arrivando anche per lui, l’Uomo del Destino.

Non si può neppure dire che si fronteggino solo rigoristi e aperturisti, tante sono le sfumature delle proposte che arrivano dall’area di governo e dai suoi tecnici (in attesa che Draghi faccia le sue scelte anche in quel settore) e dalle regioni, a cominciare dalla nostra.

Così, citando in ordine sparso, abbiamo sentito parlare di zone “arancione scuro”, di “zone rosse  circoscritte”,  di “colorare” non più le regioni ma le province. E il vulcano Toti ha proposto anche di far scegliere ai ristoratori se restare aperti a pranzo o a cena, sempre per via che il virus non ha l’orologio. Nel frattempo sembra pacifico che nessuno rispetta le regole che ci sono, come quella di non uscire dal proprio Comune in zona arancione, ma neppure di non andare da una regione all’altra, com’è facile verificare anche solo dando un fugace sguardo al traffico sulle autostrade.

Non sarà facile quindi far rispettare le nuove regole – quando arriveranno – anche perché risulta incomprensibile a molti (a noi certamente sì) – perché la Lombardia, che ha ogni giorno il record di contagi, sia gialla e la Liguria arancione. Lombardia, con i fratelli milanesi che si sono esibiti in un maxi assembramento di 20 mila (ventimila) persone in occasione del derby Milan-Inter.

Per molti ristoratori sono arrivate intanto le multe per aver tenuto aperto contro il “dispetto di San Valentino” del ministro Speranza, multe magari inevitabili ma pur sempre dolorose, talvolta anche per chi le fa. Attenzione, perché nella stessa e pur variegata area della maggioranza c’è chi non trascura l’allarme per la crescente tensione sociale da un capo all’altro del Paese.

Sembra invece avere sempre meno seguaci la teoria secondo cui sarebbe meglio ricorrere a un lockdown nazionale, anche lungo e pesante, anche per tutto marzo, per poi riaprire a Pasqua con la certezza di poter lavorare per un periodo ragionevolmente lungo, senza doversi basare su algoritmi dalla dubbia validità.

In questo modo si fermerebbe la circolazione del virus avendo modo di comprendere meglio la pericolosità delle varianti e rendendo più efficace la campagna vaccinale, vera soluzione del problema.
Non si chiude tutto perché non ci sono denari a sufficienza per i ristori? Ma tanto quelli non ci sono mai stati, e comunque la politica dello stop and go non aiuta certamente i conti delle attività.

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