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Liguria in zona gialla: riaprono i musei anche nel savonese, ma solo nei giorni feriali

Durante le visite, gli ingressi saranno contingentati e obbligatoria la mascherina

Provincia. Dopo mesi di chiusure, possono di nuovo aprire al pubblico anche i musei e le fortezze. Ma – come prevede il Dpcm del 14 gennaio 2021 – solo nei giorni feriali e in “zona gialla”. Una settimana importante, dunque, per gli “edifici della cultura” in Liguria che finalmente possono alzare la serranda e tornare ad accogliere i visitatori ovviamente con ingressi contingentati e l’obbligo della mascherina.

In provincia di Savona, oggi riaprirà Palazzo Tagliero ad Andora, dove da martedì a venerdì (ore 15:00-19_00) sarà possibile visitare il Museo Mineralogico L. Dabroi che ospita una collezione di oltre 5.000 minerali e, nella sezione dedicata a Thor Heyerdahal, una ricca esposizione di manufatti e documenti riguardanti le imprese del famoso esploratore. Aperta al pubblico anche l’area dedicata alle sculture della mostra “De-Location” dell’artista Daniele Accosato. Ma non solo. Sarà possibile visitare anche il Contemporary Culture Center con l’esposizione fotografica “Look Eastward” delle artiste Evelyn Bencicova, Elena Chernyshova e Rania Matar.

Domani, mercoledì 3 febbraio, riaprirà al pubblico anche il Museo Archeologico del Finale dove si potrà passare piacevolmente un po’ di tempo alla scoperta dell’affascinante storia dell’uomo nel Finalese, da 350mila anni fa all’età moderna. Il museo sarà aperto dal martedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00. Fino a venerdì 12 febbraio, per festeggiare la riapertura, l’ingresso sarà a prezzo ridotto (€ 3,00 anziché € 5,00) per tutti i visitatori.

Porte aperte in piena sicurezza anche per il Forte San Giovanni a Finale Ligure (ogni venerdì dalle 11.30 alle 18.30) e per il Museo dell’arte vetraria di Altare (giovedì e venerdì dalle 14.00 alle 18.00).

Per prenotare è attivo il portale dedicato www.musei.liguria.beniculturali.it/prenota. Per informazioni visitare il sito www.musei.liguria.beniculturali.it.

“Nonostante il perdurare della chiusura dei musei, confermata finchè la Liguria rimarrà in zona arancione, il Comune di Albissola Marina non si dà per vinto e continua l’attività di verifica, conservazione e cura del proprio patrimonio di opere d’arte, iniziata nel primo lockdown di Marzo 2020”. Così Nicoletta Negro, vice sindaco ed assessore alla cultura del Comune di Albissola Marina.

“Le chiusure dei musei, che tanto ci addolora, per tutto quello che i Musei rappresentano nella nostra cittadina, in termini di socialità e crescita della nostra già vivace comunità, ci impongono nuove riflessioni – prosegue Negro -. Il nostro immenso patrimonio, che per scelta politica, stiamo esponendo a rotazione ormai da qualche anno, necessita di una più accurata catalogazione con conseguente organizzazione degli spazi del deposito di opere d’arte presente all’interno del MuDA – Centro Esposizioni di Via dell’Oratorio. Un scrigno interdetto al pubblico, dove il Comune raccoglie l’immenso patrimonio artistico, che conta più di 300 opere d’arte, alcune di notevoli dimensioni, ed oltre 50 tra disegni originali e stampe.
Occuparci della conservazione delle nostre opere in questa fase, permette di essere pronti a ripartire con i servizi legati al funzionamento del museo appena ne avremo la possibilità, e ci permetterà di farlo con un livello ancora più alto in termini di efficienza e professionalità, che la storia che ci ha preceduto merita”.

“La cura e l’amore con cui custodiremo il nostro patrimonio oggi, sarà un valore aggiunto che ci ritroveremo domani, rispetto ai tanti progetti che abbiamo ancora in programma di realizzare” precisa l’assessore.

L’intervento, totalmente finanziato con fondi propri del Comune, prevede la spesa di 10.000 euro circa, per l’acquisto e posa di scaffali museali, appositamente studiati per reggere e conservare il patrimonio comunale. Verrà inoltre realizzata una “rastrelliera porta quadri” su misura, per permettere la collocazione funzionale delle tele e dei bozzetti originali di numerose opere.

“Spazi ed agibilità sono stati studiati in team con gli architetti dello Studio Gaggero-Servente di Albissola, per permettere future esposizioni al pubblico senza rischi nelle movimentazioni e con la giusta e doverosa attenzione alla conservazione.A ciò si è affiancato il lungo lavoro svolto negli ultimi mesi dal personale dell’Ufficio Cultura, che ha capillarmente analizzato le singole schede di ogni opera (si tratta quindi di oltre 350) per reperirne atti di acquisto o donazione, registrarne interventi di restauro svolti nel corso degli anni, aggiornarne la catalogazione per immagini, il tutto oggi inserito su ICBC, l’Inventario Catalogo dei Beni Culturali della Regione Liguria per un’adeguata e doverosa relazione agli enti sovraordinati” afferma il vicesindaco.

“Step successivo sarà la catalogazione e riorganizzazione dei cataloghi e pubblicazioni relativi a mostre ed esposizioni, realizzate dal Comune di Albissola Marina negli ultimi 30 anni. Anche in questo caso si tratterà di un lavoro lungo e certosino, per il quale servirà tempo, pazienza e competenza, ma l’obiettivo è quello di portare in esposizione al pubblico la storia recente di una delle Amministrazioni comunali più feconde in termini artistici di tutta la Liguria” conclude Vespo.

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