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Liguria in zona arancione a San Valentino, Assoristobar: “Mancanza di rispetto verso gli imprenditori”

"Siamo stufi delle mance e delle mancate scelte per il buon vivere sulla schiena delle attività"

Alassio. “Siamo stufi delle mance e delle mancate scelte per il buon vivere sulla schiena delle attività. La politica, a qualsiasi livello, non può esimersi dal prendere iniziative ed attenzioni tali da consentire di poter lavorare, riuscendo a limitare in maniera decisa ed intransigente comportamenti non idonei al contenimento dell’emergenza sanitaria”. Così AssoRistoBar, l’associazione che riunisce i gestori dei locali alassini, commenta la decisione del governo di inserire la Liguria in zona arancione a partire dalla mezzanotte di domenica.

Una decisione che l’associazione ha appreso “con incredulità e grande sgomento” e che a suo giudizio “non solo rende vani gli sforzi e le fatiche dei pubblici esercizi soprattutto nel settore della ristorazione che si vedono per l’ennesima volta penalizzati, ma fa trasparire in maniera inequivocabile quanto la politica sia terribilmente lontana dalle imprese”.

“Se da una parte dobbiamo con grandi difficoltà invitare tutti i nostri associati a tenere un comportamento rispettoso e attento delle regole, come possiamo comportarci quando ci chiedono per quale motivo la Liguria entrerà in zona arancione da domenica quando già da alcuni giorni si era a conoscenza, anche i non addetti ai lavori, che la provincia di Imperia a causa di un elevato numero di positivi, poteva portare ad un inasprimento delle imposizioni sanitarie?”

“Un paese che vive di deroghe, dove, molte volte, il provvisorio diventa perpetuo, non meritava di mancare così pesantemente di rispetto nei confronti di quegli imprenditori che in maniera indefessa continuano a vedere una ripresa di fronte ad una situazione drammatica. Dovendo però contare esclusivamente sulle nostre forze, invitiamo tutti i nostri associati a mantenere un assoluto rispetto delle regole e di evitare una disobbedienza civica che non porterebbe a nulla se non un ulteriore peggioramento dell’attuale grave e gravosa situazione emergenziale”.

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