IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

L’estremo ponente ligure a rischio zona rossa: la situazione Covid francese preoccupa i Comuni confinanti

Il provvedimento potrebbe durare alcuni giorni come due settimane, la decisione attesa nelle prossime ore

Più informazioni su

Liguria. L’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus è in rapida complicazione nel ponente ligure.

Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, si profila il ritorno di una zona rossa o arancione per la durata di alcuni giorni, fino a un massimo di due settimane, ristretta alla città di confine, Bordighera e Sanremo. La questione è al centro di un confronto costante tra il presidente Giovanni Toti, Alisa, il ministero della Salute e l’Asl1.

Una decisione che starebbe prendendo forma a causa della situazione legata al picco di casi che si registrano oltreconfine dove circolerebbero anche varianti del Covid-19. I blandi controlli in frontiera e i numerosi francesi che si avvistano su suolo italiano dal ritorno della Liguria in zona gialla, sarebbero la causa principale dell’esplosione dei contagi in provincia di Imperia.

Questa sera sono attese comunicazioni ufficiali nel corso del punto stampa sull’emergenza coronavirus in diretta sui profili social del presidente e della Regione Liguria.

Il presidente Giovanni Toti, nel corso della seduta consiliare di questa mattina, ha affermato: “Al momento – ha esordito –  abbiamo dati parziali, tuttavia esiste una pressione molto importante sulle strutture ospedaliere del ponente, in particolare sul ‘Covid Hospital’ di Sanremo, e di numeri di incidenza e circolazione del Covid assai più rilevanti nella provincia di Imperia”.

Toti ha spiegato che l’incidenza nella provincia di Imperia supera 4,5 persone su 10 mila abitanti, a fronte di un indice di circolazione di circa 1,90 stabilizzato la settimana scorsa nella regione: “All’interno della provincia di Imperia vi sono differenze sostanziali: il Comune di Imperia – ha aggiunto – è addirittura al di sotto della media statistica regionale di incidenza, mentre i Comuni di Sanremo, Ventimiglia e i Comuni limitrofi della costa lo sono di più, quindi superano la media su base provinciale”.

Il presidente ha sottolineato che le ragioni dell’emergenza a ponente solo legate alla vicinanza e agli scambi con le aree della Costa Azzurra, dove esiste una altissima concentrazione di casi: “Stiamo già prendendo alcune misure, che non riteniamo impattanti sul tessuto socioeconomico di quel territorio, ovvero l’anticipazione della vaccinazione per coloro che tutti i giorni si recano in Francia per lavoro, a cui è stata destinata una parte importante della prima fornitura settimanale di vaccini AstraZeneca. Questo certamente può portare un beneficio nel prossimo futuro sulla pressione ospedaliera, ma è chiaro che non incide in tempi rapidissimi”.

Di qui l’ipotesi di nuove misure specifiche per la zona: “A fronte di una pressione che nei giorni scorsi è cresciuta in modo molto significativo e che, se dovesse crescere ancora, metterebbe in difficoltà il sistema sanitario del territorio – ha sottolineato – abbiamo chiesto ad Alisa la possibilità, che per il momento vorrei che rimanesse tale, di prendere misure ulteriormente restrittive, probabilmente non sull’intera provincia, ma su alcune specifiche località del Ponente dove l’incidenza dovesse salire ulteriormente rispetto ai numeri che ho citato”.

Toti ha citato alcune delle misure previste a livello ministeriale in questi casi specificando, inoltre, che la Regione non ha competenze per intervenire sui movimenti alle frontiere: Quindi nelle prossime ore – ha detto – è possibile che qualche misura di contenimento del Covid, se la pressione sulle strutture sanitarie dovesse ancora aumentare, si renda opportuna, se non indispensabile”.

Il presidente Toti, infine, ha tenuto a precisare che l’incidenza del virus nelle città dal confine fino a Sanremo esercita una pressione che è comunque la metà del picco pandemico di novembre. “Nelle prossime 24-36 ore – ha concluso – , cioè prima del bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità di giovedì notte e delle determinazioni di venerdì, credo che con il Ministero arriveremo a decidere qualche cosa anche sulla base dei dati di ieri, di oggi e probabilmente di domani, che segnano un flebile cambio di pressione sui nostri ospedali e, se venisse confermato, ci conforterebbe un minimo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.