Testimonianza

La vita del milite volontario dopo un anno di Covid: “Paura e stress, esperienza surreale”

Il racconto a IVG.it dell'anno pandemico: "Non dimenticherò mai lo sguardo dei malati… Ho conosciuto tanta umanità e professionalità"

Ponente. Dal primo caso in Liguria e nel savonese all’hotel Bel Sit di Alassio il 25 febbraio 2020 fino ad oggi, oltre anno di emergenza pandemica legata al Covid-19, un anno che ha cambiato per sempre le nostre vite e ci ha costretto a cambiamenti inimmaginabili… E’ stato un anno che ci ha messo a dura prova, ma che ha mostrato ancora una volta la forza di resilienza e solidarietà, con il contributo fondamentale dell’associazionismo e del volontariato.

Tra quanti sono stati in prima linea nel corso dell’emergenza sanitaria i militi delle pubbliche assistenze, in particolare i militi volontari chiamati ad un nuovo compito verso la comunità, non solo sul fronte dei servizi e dell’assistenza sanitaria, ma anche sotto il profilo umano e solidale verso le famiglie e le persone bisognose.

IVG.it ha raccolto la testimonianza di un milite volontario pietrese, una storia senz’altro paradigmatica e speculare rispetto a molte esperienze vissute dai militi volontari del savonese in questo anno segnato dall’arrivo del Coronavirus.

Giorgio (nome di fantasia) racconta il suo anno vissuto in una delle tante pubbliche assistenze savonesi impegnate nell’emergenza: “E’ stata un’esperienza surreale, il contesto in cui ci siamo ritrovati è stato quello di una famiglia in quanto svolgevamo moltissime ore di servizio per far fronte alla mole di lavoro in continua crescita, considerando la complessa situazione di contagio, senza contare che molti volontari si sono tirati indietro per paura, soprattutto durante la prima fase dell’emergenza nella scorsa primavera”.

“È stata un’esperienza che non dimenticherò mai, fatica e molto stress anche dal punto di vista emotivo. Questo virus ci ha colto impreparati ed ha stravolto il nostro mondo e il nostro modo di operare. In poco tempo abbiamo dovuto imparare come affrontare una pandemia, come vestirci e svestirci da quelli “scafandri” che ci hanno accompagnato nei mesi peggiori del 2020 e che purtroppo ci accompagnano tutt’ora” aggiunge Giorgio.

Non scorderò mai il volto delle persone che dovevamo assistere e trasportare in ambulanza nei mesi di marzo-aprile 2020. Ogni giorno uscivamo per trasporti e urgenze legate al Covid e non sapevamo mai a che ora saremmo rientrati, le code fuori dai pronto soccorso, la confusione generale… Si respirava davvero l’ansia dell’ignoto, oltre all’aspetto emozionale di vedere mogli/mariti consapevoli che quella sarebbe l’ultima volta che si sarebbero visti”.

“Non c’è che dire, ci siamo dovuti catapultare in una realtà sconosciuta e più grande di noi, dai molteplici risvolti traumatici: non nego la paura personale e per i miei cari, unita ad una prima fase di disorganizzazione operativa“.

“Personalmente ho partecipato anche allo sfollamento dell’hotel di Finale Ligure dove si erano registrati alcuni dei primi casi in Liguria: abbiamo trasportato alcune persone a pochi chilometri da Codogno, che era l’epicentro della pandemia e nell’immaginario collettivo il luogo più pericoloso al mondo…”.

“Tra gli insegnamenti di questa pandemia ho capito che la paura serve anche a non commettere errori, ho imparato a gestire i casi sospetti e positivi nel migliore dei modi per un trasporto sicuro per tutti, dunque anche una forte esperienza sotto il profilo professionale e umano. Mi sento cresciuto mentalmente, mi sono ritrovato ad affrontare una situazione del tutto nuova con un importante incarico all’interno dell’associazione (direttore dei servizi)”.

“In un primo momento c’è stata grande incertezza per questo “mostro” sconosciuto e la frenetica ricerca dei Dpi per poter operare in sicurezza, sia i volontari che i dipendenti, poi con il passare dei giorni si è passati dalla paura allo stress per tutto quello che riguarda la gestione dell’emergenza sanitaria, che non è stata assolutamente facile: la stanchezza si faceva sentire sempre di più e le chiamate di soccorso continuavano ad aumentare, senza gli adeguati ricambi di militi e personale. Un enorme sacrificio, ma svolto sempre al massimo delle possibilità” spiega il milite volontario.

“Naturalmente, con il passare dei mesi si è diventati tutti più preparati e responsabili, acquisendo strumenti e consapevolezza operativa nell’affrontare le diverse situazioni sanitarie e umane, garantendo al tempo stesso massima sicurezza sanitaria al nostro interno, tra i militi, così come nei nostri contesti familiari”.

“In questo periodo ho potuto apprezzare la professionalità e serietà con cui la direzione dei servizi, con le precauzioni adottate, abbia permesso di continuare a svolgere l’attività di volontariato. Probabilmente sono stato fortunato a non avere avuto problemi e oggi grazie al mio/nostro impegno ho avuto la possibilità di essere vaccinato”.

“Tra le riflessioni che mi sento di condividere sicuramente quella di aver trovato più calma e rilassatezza nella vita fuori dal lavoro. Forse il lockdown e la chiusura totale degli scorsi mesi hanno permesso di prendere tutto con più pacatezza, anche se magari è solo una mia impressione…”.

“Infine, mi pare doveroso e non banale concludere con un GRAZIE a tutti coloro che hanno lottato e lottano tutt’ora contro questo nemico ancora in parte invisibile, certamente tanta strada è stata fatta nella lotta al Covid, ma tanta ancora è da fare…” conclude il milite Giorgio.

leggi anche
  • Commemorazione
    “Solo due posti in terapia intensiva in Liguria…”, Castellitto fa rivivere un anno di Covid con il libro di Bassetti
  • Protagonista
    Un anno di Covid nel racconto del rianimatore Simone Bazurro: “Impossibile dimenticare gli sguardi e gli occhi dei malati”
  • Profili
    Covid, i primi 6 liguri vaccinati hanno combattuto il virus in prima linea: ecco le loro storie
  • Bilancio
    Un anno di Covid nell’attività di “Pietra Soccorso”: i numeri dell’emergenza

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.