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La Liguria potrebbe tornare in zona arancione, Toti: “Rt vicino a 1, rischio moderato”

Per le restrizioni nell'Imperiese si attende l'ordinanza di Speranza

Liguria. “Siamo come sempre a cavallo di 1, e precisamente intorno a 1,01-1,02, cosa che potrebbe riportare la nostra regione in fascia arancione, ma in uno scenario di rischio comunque moderato“. Lo conferma questa sera in conferenza stampa il presidente della Liguria Giovanni Toti dopo la diffusione dell’anteprima del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità su cui domani si riunirà la cabina di regia che dovrà decidere la collocazione delle regioni. La decisione sull’Imperiese verrà presa domani, quando si capirà il colore della Liguria nelle successive due settimane.

“È di tutta evidenza – aggiunge il governatore – che, se la Regione tornerà in zona arancione, la misura sarà più che sufficiente ad arginare nell’estremo Ponente l’insorgenza del virus registrata nelle ultime settimane. Se invece la Regione dovesse rimanere in fascia gialla per situazioni diverse, visto che siamo in situazione borderline, è ovvio che ci troveremo spinti ad adottare misure specifiche sul Ponente regione. Questo lo faremo nel pomeriggio tardo di domani, al più tardi sabato mattina”.

Il nuovo peggioramento era già stato ipotizzato la scorsa settimana in base all’esplosione dei contagi nei comuni tra Sanremo e Ventimiglia, ritenuta connessa con l’elevata incidenza in Francia meridionale, complici le varianti che circolano in quella zona. Proprio per questo motivo tutta la regione potrebbe finire in zona arancione per altre due settimane, dunque fino alla fine di febbraio. Il che vorrebbe dire, com’è noto, divieto di spostarsi dal proprio comune e chiusura di bar e ristoranti per la consumazione al tavolo.

“Oggi abbiamo avuto un colloquio col ministro Speranza – conclude Toti -. Domani mattina inizieranno le interpretazioni, poi arriveranno le ordinanze ministeriali e di conseguenza, eventualmente, i nostri interventi di aggiustamento. Spero che tutto questo avvenga nelle prossime 24 ore in modo da dare il prima possibile informazioni ai cittadini sulle decisioni prese a Roma e di conseguenza quelle che prenderemo noi”.

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