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Il punto sulla ripresa del calcio dilettanti

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L’intero mondo del pallone è alle prese con questo problema di non facile soluzione. I pareri sono discordanti e le soluzioni stentano a farsi fronte. Continuano incessantemente le riunioni online e i questionari organizzati dai vari Comitati Regionali, per cercare di capire se e come potranno ricominciare i campionati, e le prime indiscrezioni dei colloqui, che giungono dalle società interpellate, non sembrano positive.

Contrariamente dai risultati delle tante inchieste sulla materia, la maggioranza delle società, soprattutto nelle categorie inferiori all’Eccellenza (anche per l’Eccellenza però, precisiamo che in alcune regioni ci sarebbero problemi), avrebbero comunicato di essere propense, visto l’attuale protocollo, ad attendere settembre per riprendere i campionati.

Gli ostacoli principali ad un ritorno a breve in campo sarebbero quelli ormai noti: l’obbligo dei tamponi e il loro costo (anche se non è da escludere una convenzione da tre euro a tampone), il rischio di un lungo stop per i giocatori negativizzati, le inevitabili possibili ripercussioni in ambito lavorativo in caso di positività e sicuramente una certa dose di timore da parte di alcuni calciatori senza contare che un’eventuale ripartenza tra un paio di mesi, possa poi essere nuovamente bloccata dal virus.

I risultati degli incontri saranno discussi durante il Consiglio Nazionale della LND del 5 febbraio e lì si cercherà di capire quali campionati e come potranno riprendere e quelli per cui bisognerà ancora attendere. Il presidente della Figc Gravina dal canto suo si è attivato e sta lavorando alacremente ad un nuovo Protocollo Sanitario.

I tesserati italiani gravitanti in orbita Eccellenza (l’unico campionato che in oggi parrebbe avere una qualche speranza di ricominciare in tempi corti vista la vicinanza con la concomitante Serie D) intanto si sono mobilitati creando un gruppo Facebook per far sì che le varie realtà nazionali abbiano voce.

La voglia di una auspicata ripresa c’è anche se viene più sentita in regioni (vedi la Lombardia del rientrante Tavecchio) dove questa categoria è vissuta quasi in maniera professionistica. Certo che mette male capire perché non si possa (o non si voglia) ripartire nel mentre la Serie C femminile gioca regolarmente.

Per quanto concerne la Liguria la posizione del presidente del Comitato Regionale dott. Giulio Ivaldi è nota e trasparente in quanto si auspica una ripartenza dell’Eccellenza in primis, fissando dei protocolli se non del tutto uguali pur sempre simili a quelli della Serie D data l’interconnessione ed un sostegno ai club di tipo economico varato dagli organi federali.

Vedremo cosa succederà e quale tra i tre scenari ipotizzati possibili verrà scelto dal decisivo Consiglio Direttivo della LND di domani venerdì 5.

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