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Il governo Draghi “passa” al Senato: fiducia con 262 sì ma mancano i voti dei grillini liguri

Crucioli e Mantero confermano il no, Botto non partecipa al voto. Oggi la prova della Camera

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Roma. Il governo di Mario Draghi ha incassato la fiducia al Senato con 262 sì, 40 no e due astenuti. Numeri importanti che però non segnano il record assoluto di consenso, visto che Andreotti nel 1987 ottenne 267 voti favorevoli e Letta nel 2013 ben 233.

Tra i contrari del Movimento 5 Stelle, in aperto dissenso con la linea indicata dalla votazione su Rousseau, ci sono i liguri Mattia Crucioli (che si è già dichiarato pronto a formare un nuovo gruppo con gli altri “disobbedienti”) e Matteo Mantero, che invece aveva fatto sapere di non voler lasciare il M5s. L’altra senatrice ligure, Elena Botto, non ha partecipato alla votazione. Così nessun ligure tra i Cinque Stelle ha votato la fiducia a Draghi. Tutti gli altri senatori liguri hanno votato a favore.

In tutto tra i pentastellati, su un gruppo che conta ormai 92 iscritti tra espulsioni e decessi, sono stati 15 i contrari, 2 coloro che non hanno partecipato e 2 assenti giustificati. Chi ha votato contro rischia l’espulsione, ma in alcuni casi (come Crucioli) l’addio al Movimento sarebbe spontaneo. Nelle prossime ore si capirà come verrà applicato il regolamento. Di sicuro 15 senatori sono sufficienti per formare un gruppo autonomo.

Oggi per Draghi è attesa la prova della Camera: anche qui non ci saranno problemi a incassare la fiducia ma sarà interessante capire cosa accadrà tra le fila dei grillini. Tra i dissidenti ci sarà sicuramente la deputata Leda Volpi, livornese ma eletta in Liguria.

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