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Il Festival si farà davvero, approvati dal Cts i protocolli sanitari della Rai

I protagonisti arriveranno dagli hotel già truccati e con l’abito di scena. Nessun evento esterno

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Sanremo. In fondo si chiama pur sempre “Festival della canzone italiana”, e allora godiamocele queste canzoni, visto che Amadeus sarà quasi costretto a metterle davvero al centro della prossima edizione: lo si dice tutti gli anni, questa volta potrebbe essere davvero quella buona.

Ieri il Comitato Tecnico Scientifico, cui spettava la decisione finale, ha approvato i protocolli sanitari approntati dalla Rai, con un documento molto organico che illustra le precauzioni prese per ciascuna delle categorie coinvolte: cantanti, presentatori, membri dell’orchestra, ospiti, maestranze (tutti dovranno sottoporsi a tamponi ogni 72 ore). Alcuni esempi. Tutti coloro che non saranno in quel momento sul palco dovranno indossare la mascherina Fp2; la scenografia ideata da Castelli consente di dividere in due parti l’orchestra per isolare i fiati, ovviamente a maggior rischio; tutti arriveranno all’Ariston dagli hotel già truccati e in abiti da scena e seguiranno percorsi prestabiliti e ben precisi.

Gli altri sono normali accorgimenti adottati dovunque si faccia un piccolo spettacolo o una premiazione, come la santificazione dei microfoni o dei carrelli su cui arriveranno in scena i premi per l’atto finale. La premiazione al Festival è sempre stata un esempio di totale disorganizzazione, questa volta andrà tutto bene per forza.

L’altro aspetto che provocava forte timore nel Cts erano gli assembramenti esterni, su cui hanno lavorato molto soprattutto Comune e prefettura, ma i problemi dovrebbero essere evitati per definizione: nessun evento esterno all’Ariston, coprifuoco dalle 22, nessuna apparizione pubblica dei protagonisti, che entreranno, come sempre dal retro dell’Ariston, su van oscurati. La ressa in piazza Bresca per vedere i cantanti negli “acquari” dei ristoranti sarà solo un ricordo.

Il Festival numero 71 può andare veramente in dirittura d’arrivo, la chiave di svolta è stata quella di considerare l’Ariston non un teatro ma uno studio televisivo senza pubblico e di farlo davvero, senza trucchi.

È già stato annunciato che il Festival durerà tanto, circa cinque ore, con partenza attorno alle 20.40 (anche per dare ampio spazio a sponsor e pubblicità), ma non è che gli altri anni durasse meno…Anzi, dovevamo magari fare l’alba con il Dopofestival.

Gli esperti giurano che il mix di cantanti scelti da Amadeus funzionerà, e d’altronde le grandi radio, quelle che determinano il successo dei brani al di là della classifica del Festival, hanno già promosso il Sanremo, a cominciare dal primo gruppo italiano, quello di Lorenzo Suraci con la sua Rtl 102.5.

Amadeus (a parte le ripetute affermazioni che non avrebbe mai presentato senza pubblico) e soprattutto Fiorello, assieme agli autori, hanno accettato la sfida di confezionare questo strano Festival, anche come occasione per proporre qualcosa di nuovo.

Il primo responso arriverà con i primi dati degli ascolti, alle 10 e un minuto di mercoledì 3 marzo, quando si conoscerà il gradimento da parte del pubblico della prima serata. E da lì partiranno, come sempre, consensi e critiche.

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