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I balneari ascoltati in Regione, Lauro: “Non dimentichiamo una categoria strategica per la Liguria”

In seduta congiunta la prima e terza commissione hanno ascoltato i balneari e le altre categorie coinvolte nell’eventuale applicazione della direttiva Bolkestein

Regione. Questa mattina nella seduta congiunta della prima e terza commissione regionale sono stati ascoltati i rappresentanti dei gestori degli stabilimenti balneari e di altre le categorie coinvolte nel rinnovo delle concessioni demaniali che, qualora venisse applicata la direttiva Bolkestein, rischiano di perdere la gestione del servizio.

“Il consiglio regionale – dichiara Lilli Lauro, presidente della prima commissione affari generali, istituzionali e bilancio – non dimentica l’importanza di un tessuto economico che rappresenta storicamente uno dei settori qualificanti dello sviluppo in Liguria e per questo motivo abbiamo deciso di convocare i rappresentanti di categoria”.

Il presidente prosegue: “E’ chiaro che, se la direttiva europea venisse applicata, metterebbe a rischio la sopravvivenza di aziende e, quindi, il posto di lavoro di centinaia di famiglie e di migliaia di addetti, che hanno costruito una professionalità e un’esperienza insuperabili, arrivando a fornire un servizio di altissimo livello”.
All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, anche i rappresentanti degli Ormeggiatori Rapallo, il Consorzio Diving Santa Margherita, associazioni di pesca sportiva e l’associazione dei pescatori di Sestri Levante.

“Questa mattina – riprende Lauro – abbiamo ascoltato il grido di dolore anche dei rappresentanti di altri settori, quello della pesca e degli ormeggiatori. Non possiamo dimenticare questi settori produttivi, che anche nell’emergenza Covid hanno subìto pesanti danni e fatto investimenti importanti per garantire il distanziamento sociale imposto dai decreti del consiglio dei ministri. Rinnoveremo, pertanto, al Governo e in tutte le sedi istituzionali la richiesta, avanzata anche nel precedente ciclo amministrativo dalla giunta Toti, affinché prevalga l’applicazione della legge 145 per non abdicare ad un principio di sovranità e per tutelare un’offerta turistica di qualità e le nostre tradizioni”.

Sul tema era presente anche il capodelegazione a Bruxelles di Fratelli d’Italia Fidanza: “Nelle prossime ore il governo dovrebbe rispondere alla lettera di messa in mora della Commissione Europea. Ci aspettiamo un riscontro che metta in discussione alla radice l’inserimento delle concessioni balneari nella direttiva Bolkestein, poiché queste riguardano beni e non servizi e perché le coste italiane sono date in concessione soltanto per la metà, quindi non sussiste la scarsità del bene, requisito fondamentale per l’attivazione della Bolkestein”.

“Bisogna superare questa incertezza, alimentata anche da iniziative discutibili come quelle della procura di Genova, che hanno messo in mora molti comuni dall’applicazione della proroga prevista dalla legge nazionale. Questa incertezza rischia di essere più dannosa della pandemia – commenta Carlo Fidanza – La scorsa estate il comparto balneare ha sostanzialmente retto, ma con questa assenza di certezze nessuno degli imprenditori del turismo ha pensato ad investire in maniera sostanziale sapendo, poi, che la propria concessione rischia di non essere prorogata”.

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