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“Giornata del malato”, le celebrazioni nella diocesi di Savona

Non sarà possibile svolgere la giornata come nelle occasioni precedenti

Savona. Un appuntamento per forza di cose limitato, ma mai come quest’anno significativo. Giovedì prossimo 11 febbraio la Chiesa celebra la ventinovesima “Giornata mondiale del malato” in ricordo dell’apparizione a Lourdes della Beata Vergine a Bernadette. Quest’anno il tema è “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8) che sottolinea la relazione interpersonale di fiducia quale fondamento della cura.

In questa situazione di pandemia, a livello della diocesi di Savona-Noli non sarà possibile svolgere la giornata come nelle occasioni precedenti ovvero in una singola parrocchia con la messa, l’incontro e il pranzo conviviale, la benedizione degli infermi.

“In questo momento di incertezza, si è pensato di creare un percorso per coinvolgere le diverse comunità rivolgendoci in modo particolare ai parroci, per introdurli e sensibilizzarli sul tema della malattia – spiega a ‘Il Letimbro’ frate Giuseppe Maffeis responsabile dell’ufficio di pastorale sanitaria – a tutti i sacerdoti è stata distribuita una lettera con le intercessioni dei fedeli e una preghiera scritta dal Vescovo, per riappropriarci della cultura della cura e della malattia”.

La preghiera si potrà leggere comunitariamente nelle messe domenicali del 14 febbraio. In questa visione di vicinanza ai più deboli, lo stesso monsignor Calogero Marino è diventato cappellano dell’ospedale San Paolo e ogni martedì fa visita ai degenti, con le dovute precauzioni dovute all’emergenza sanitaria.

“È un segno bello e forte del nostro pastore e spero che altri desiderino seguirne l’esempio – riprende frate Giuseppe – purtroppo, attualmente, non è possibile né per i parenti né tanto meno per i volontari far visita ai malati, ma sarebbe bello creare un gruppo per il futuro. In questo tempo si potrebbe fare formazione a chi si rende disponibile attraverso un percorso che verrà studiato appositamente”.

“La solitudine è pesante, ma aumenta per i più fragili – conclude – questa condizione va contro lo stile cristiano della vicinanza e della cura, ma la preghiera e la protezione della Santa Vergine, ci aiuterà a superare questa avversità”.

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