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“Giallo” sulla mamma che rompe le acque fuori dal San Paolo, Damonte Prioli: “Non escludo denuncia per procurato allarme”

Il caso rilanciato dal comitato "Nascere a Pietra" e la presa di posizione del direttore Asl 2

Pietra Ligure. Il direttore generale dell’Asl2 savonese, Marco Damonte Prioli, si dice “pronto a denunciare per procurato allarme” chiunque abbia diffuso la notizia, sulla cui fondatezza al momento ci sono parecchie perplessità, secondo cui una mamma avrebbe rotto le acque davanti al padiglione Astengo del San Paolo in quanto non sarebbe riuscita ad accedere “in tempo” al punto nascite dell’ospedale savonese, al momento l’unico in tutta la provincia.

Nomine Asl Alisa

Qualche giorno fa i rappresentanti del comitato e gruppo social “Nascere a Pietra” avevano richiesto nuovamente la pronta riattivazione del punto nascite del Santa Corona di Pietra Ligure evidenziando i rischi a cui, a loro dire, sarebbero esposti mamme e bambini” a causa della eccessiva distanza per partorire in sicurezza”. Tra questi rischi le “lunghe attese in macchina per le mamme incinte con le acque rotte fuori dal San Paolo. Si mette a rischio la salute dei cittadini”.

A margine dell’avvio delle vaccinazioni presso il PalaCrociere di Savona, questa mattina il Dg dell’Azienda Sanitaria è tornato a parlare della chiusura temporanea del punto nascite, al centro della manifestazione svoltasi sempre quest’oggi davanti al nosocomio pietrese.

“Credo che sia necessario chiarire un aspetto fondamentale: anche con un solo punto nascite in provincia la sicurezza delle mamme e dei bambini è assicurata. Alcuni mettono in dubbio questa sicurezza e segnalano mamme a cui si sono rotte le acque fuori dal padiglione Astengo a Savona. Capisco che queste affermazioni possano essere frutto dell’emotività data da questa situazione, ma un conto è l’emotività e un conto è la realtà e la sicurezza dei pazienti. All’interno dell’Asl ci sono procedure attive, c’è un Ovi pediatrico attivo al Santa Corona. La sicurezza delle persone è un nostro diktat e su questo non cediamo. Chiaramente lascio a tutti la libertà di manifestare, di esprimere il proprio pensiero, ma sottolineo che riaprire il punto nascite di Pietra è anche un mio obiettivo”.

Damonte Prioli ricorda che la pandemia non si è ancora conclusa: “Il punto nascite di Pietra è stato chiuso temporaneamente per redistribuire le sue professionalità all’interno di Asl e affrontare così meglio il picco della pandemia. Che non è ancora finito: basta vedere i dati delle varie province e considerare il fatto che domani saremo ancora in zona arancione. La pandemia deve essere controllata. Anzi, invito tutti a rispettare le norme igieniche. Ma ribadisco: la mia intenzione è quella di riaprire il punto nascite prima possibile. Non solo: cercherò in tutti i modi di recuperare il personale che nel frattempo andato via. Ci siamo già attivati per riaprire non appena potremo”.

E circa l’episodio denunciato da “Nascere a Pietra”, il Dg conferma: “Non sono riuscito a ricostruirlo. Se avrò informazioni più precise potrò farlo. Ma ribadisco, la sicurezza è il nostro must principale”.

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