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Farmacia degli Ingauni, Porro (Lega): “Tutto da rifare, ennesima figuraccia della giunta Tomatis-Cangiano”

"La giunta nonostante i suoi proclami ha dimostrato di non sapere cosa vuol dire amministrare i beni pubblici con la diligenza del buon padre di famiglia"

Albenga. “Ennesima figuraccia della giunta Tomatis-Cangiano. Alla fine, il Consiglio di Stato ha annullato del tutto gli atti della procedura per la vendita della farmacia comunale di via Dalmazia, imponendo la ripetizione della gara. Proprio come avevamo detto in consiglio comunale a più riprese, trovando clamorosi vizi formali e sostanziali negli atti di consiglio predisposti dal Partito democratico”. Così il capogruppo di minoranza della Lega ad Albenga Cristina Porro commenta la decisione del Consiglio di Stato che, ritenendo erronea la sentenza del Tar nella parte in cui ha disposto l’affidamento diretto della Farmacia degli Ingauni alla Farmacia San Rocco di Ceriale, ha riportato “in pareggio” la situazione.

“Dopo quasi due anni e mezzo di aspettative create agli operatori economici, di contratti stipulati, di ricorsi, controricorsi e appelli, anche il massimo consesso di giustizia amministrativa ci ha dato ragione: il bando per la vendita da farmacia era sbagliato sin dall’inizio, era illegittimo e non si doveva fare – commenta l’esponente del Carroccio – Ma i nostri liberisti alle vongole non ci hanno voluto ascoltare e testardamente e imperterriti hanno deciso di andare avanti, infischiandosene non solo del diritto ma anche del semplice buon senso. Dobbiamo forse pensare che le iniziative assunte debbano essere mantenute, ad ogni costo, anche se palesemente sbagliate? Dopo averci per anni dato lezioni sulle bellezze della sanità pubblica, che ancora oggi difendono a spada tratta, il sindaco ‘medico’ e l’ex sindaco ‘avvocato’, forse mal consigliati dall’onorevole ingauno invisibile, hanno scoperto le virtù del libero mercato, ma governare rinnegando le proprie origini e i propri principi non è possibile, se davvero si possiede un passato”.

“E così, nonostante i titoli di cui si fregiano, hanno così dimostrato una volta di più tutta la loro impreparazione e avventatezza. La fretta di incassare i soldi della vendita ha spinto la Giunta ad una decisione gravemente sbagliata, che ha bloccato le risorse dell’Ente per oltre due anni. Ma soprattutto il ‘medico’ Tomatis, oggi spalleggiato dalla consigliera Isoleri, cognata dell”avvocato’ Cangiano, è stato costretto a rilasciare dichiarazioni che devono essere decisamente corrette. In particolare questa affermazione non ci ha per niente convinti: ‘Nel momento in cui il bando è stato redatto non si era ancora a conoscenza della sentenza della Corte di Giustizia Europea e ci siamo attenuti alle leggi in quel momento in vigore. Quindi il bando era da considerarsi a tutti gli effetti corretto’. La Corte di Giustizia non si era ancora espressa, è vero, ma il Consiglio di Stato aveva già sollevato dubbi sulla questione e si era rivolto agli organi di giustizia comunitaria chiedendo di pronunciarsi sulla legittimità del diritto di prelazione, previsto dalla legge italiana, a favore dei dipendenti di farmacia comunale in caso di cessione a terzi dell’azienda da parte del Comune a mezzo di procedura di gara. Noi avevamo messo agli atti quella sentenza della Corte europea proprio quindici giorni prima dell’atto di vendita, in tempo per sospendere tutto e chiedere un parere proveritate”.

“In tal modo si sarebbe scoperto che sul sito di Federfarma già dal 10 luglio 2018 era stata data notizia di questo orientamento del Consiglio di Stato. Le date, cari amici della maggioranza, sono importanti: la questione di legittimità è stata resa nota a luglio 2018, il bando di gara del Comune porta la data del 6 agosto 2018, quindi almeno un mese dopo. La prudenza avrebbe imposto di soprassedere da ogni iniziativa e di attendere l’esito del giudizio della Corte di Giustizia Europea. Ma una volta di più la giunta Tomatis-Cangiano, nonostante i suoi proclami, ha dimostrato di non sapere cosa vuol dire amministrare i beni pubblici con la diligenza del buon padre di famiglia”.

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