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“Essere fascisti è un crimine”: ordine del giorno in Consiglio comunale a Finale Ligure

Proposta dall'Anpi finalese e sostenuto dalla maggioranza: "I fatti di Cogoleto e l'arresto del giovane a Savona impongono massima attenzione"

Finale Ligure. Ordine del giorno in Consiglio comunale a Finale Ligure in sostegno alle “norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e alla vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”, per le quali è stata avanzata una proposta di legge di iniziativa popolare. Il documento è stato proposto dall’Anpi finalese e sostenuto dalla maggioranza e dal sindaco Ugo Frascherelli.

“Esprimo forte preoccupazione per quello che sta accadendo da molti anni nel nostro paese, quanto successo a Cogoleto è l’apice ma nasconde molto altro. Non è accettabile che chi siede nelle istituzioni possa, anche solamente, pensare di compiere certe nefandezze. Esprimo un accorato messaggio di vicinanza e solidarietà ai compagni dell’Anpi, al sindaco Paolo Bruzzone, ai consiglieri comunali ed ai cittadini di Cogoleto, città con profonde e radicate tradizioni antifasciste” afferma il presidente della sezione Italo Mazzucco.

“Ritengo non sia sufficiente condannare e stigmatizzare quanto avvenuto ma siano necessari, oltre una pronta e decisa risposta, atti concreti. Per questo, come sezione Anpi Mirko Bruzzi di Finale Ligure, abbiamo contattato il sindaco Ugo Frascherelli e verificato la possibilità di presentare un ordine del giorno (qui allegato) ed un prossimo progetto per diffondere la cultura antifascista, soprattutto tra le nuove generazioni, finalizzato alla conoscenza e difesa dei valori della nostra Carta Costituzionale, nati dalla lotta partigiana e mantenuti vivi, ancora oggi, grazie all’Anpi”.

“Dobbiamo spiegare ai giovani che dal sangue dei partigiani, che combatterono la dittatura nazifascista, sono nate la Repubblica e la Costituzione. Nessuno può permettersi di infangare la loro memoria, soprattutto chi siede nelle istituzioni e ci dovrebbe rappresentare. Non dimentichiamo che a Savona, città medaglia d’oro della Resistenza, non possiamo passare dalla stessa strada che fecero i partigiani il 25 aprile del ’45 perché ora, in via San Lorenzo, c’è un covo fascista”.

“Lo voglio dire con chiarezza: essere italiano equivale ad essere antifascista. Essere antifascisti non è di parte o divisivo. Si è antifascisti e basta!” aggiunge il presidente finalese dell’Anpi.

“Chi la pensa diversamente non esprime un’opinione ma un crimine e come tale va perseguito”.

“Con la massima determinazione contribuiremo alla raccolta di firme per la proposta di legge contro la propaganda fascista e nazista (come da invito nell’ordine del giorno in consiglio comunale) e a tutte le iniziative promosse in tal senso dalla nostra associazione”.

“Concludo rinnovando la nostra presenza alla chiamata della sezione Anpi di Cogoleto per una grande mobilitazione antifascista sabato 13 alle 15.30 nella loro città e certo della presenza, al nostro fianco, di sindaci ed amministratori chiamati a ridare dignità all’istituzione umiliata dai tre consiglieri comunali con il gesto a tutti ben noto” conclude.

Ecco il documento:

Il direttivo Anpi di Finale Ligure riunitosi il 5 febbraio 2021 esprime la più ferma condanna dei ripetuti episodi di marca fascista verificatisi in tutto il paese e anche nella nostra regione. Il 27 gennaio 2021 a Cogoleto (GE) in Consiglio comunale, nel giorno della Memoria, tre consiglieri comunali decidevano di esprimere il voto a braccio teso, emulando il saluto fascista.

E’ dei giorni scorsi la notizia dell’arresto di un giovanissimo ragazzo (22 anni) nella vicina Savona accusato di aver costituito una associazione con finalità di terrorismo nonché di aver svolto azione di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo. Il ragazzo si ispirava al gruppo suprematista statunitense Atom Waffen Divison e alle waffen SS naziste.

Sempre a Savona l’arrestato, insieme ad un minorenne, aveva messo in piedi un canale su Telegram “sole nero” al quale sono iscritte più di 400 persone ed attraverso il quale reclutava gli adepti per mezzo di un questionario di 30 domande: “cosa pensi di Hitler e Mussolini?” Vale più il sangue o il denaro?” “Cosa pensi degli ebrei?”, alcune delle domande.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario il Procuratore generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi ha evidenziato l’aumento dei delitti a sfondo razziale ispirati al suprematismo bianco.

E’ nostro preciso intendo non farci intimidire e non essere distolti dal nostro lavoro quotidiano, consapevoli che siamo chiamati in prima persona a contrastare i fascismi che tornano a galla.

Riteniamo che il nuovo fascismo debba essere fermato e soprattutto mai sottovalutato: per questo siamo molto preoccupati per il ripetersi di questi episodi dimostrativi e intimidatori.

Anche per questa ragione l’Amministrazione comunale ha deciso di sviluppare un progetto sociale educativo e ricreativo rivolto agli adolescenti e finalizzato alla promozione di luoghi di aggregazione e socializzazione nei quali oltre alla conoscenza del prossimo ed alla crescita individuale possa contribuirsi alla loro educazione civica in ossequio ai valori espressi nella nostra Costituzione.

La democrazia non è un dono che viene dal cielo ma un fine per il quale dobbiamo quotidianamente investire.

Esprimiamo pertanto solidarietà al sindaco, al Consiglio comunale e alla città di Cogoleto ed esprimiamo ferma condanna per quanto accaduto in Consiglio comunale il 27 gennaio scorso.

Invitiamo la cittadinanza a firmare la proposta di legge di inziativa popolare “norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e alla vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti” ad opera del comitato promotore presieduto dal Sindaco di Stazzema, pur consapevoli che il fascismo non si sconfigge con una legge ma attraverso la condivisione e la comprensione dei valori e dei principi democratici di libertà ed uguaglianza che sono alla base del nostro vivere democratico e sono espressi nella nostra Costituzione.

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