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Divieto di spostamento tra regioni: “Salvare la Pasqua obiettivo primario” foto

Sarà il primo weekend primaverile e primo banco di prova per intravedere un lento ritorno alla normalità

Liguria. L’allungamento dello stop agli spostamenti tra regioni di un mese salva, per il momento, la Pasqua di quasi 4 milioni di italiani in viaggio durante la ricorrenza per raggiungere parenti, amici o per fare una vacanza attesa da prima dell’emergenza Covid. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixe’ in riferimento alla decisione del Consiglio dei Ministri di prorogare il divieto allo spostamento tra regioni fino all’ultimo weekend prima del periodo pasquale.

Una decisione pesante per la mobilità, che, tuttavia, se le condizioni dei contagi lo consentiranno, lascerà liberi gli italiani nel primo lungo weekend primaverile di festa, che rappresenta anche l’occasione per le consuete gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta.

Tuttavia restano ancora le incertezze per il comparto turistico-ricettivo. La voce unica e condivisa che arriva dalle categorie e dalle associazioni è quella di avere un primo ponte primaverile all’insegna di una prima e vera ripartenza, fondamentale per la sostenibilità economica e sociale della Liguria e del savonese. Una speranza, certo, derivante dalla situazione sanitaria, ma anche un possibile obiettivo.

“Ad ora per Pasqua nessuna prenotazione – sottolinea il presidente provinciale Upa Angelo Berlangieri -. Gli albergatori savonesi hanno ricevuto qualche telefonata per l’estate, luglio e agosto, ma ad ora è davvero difficile fare previsioni”.

Per il settore restano fondamentali due aspetti: il primo è avere una comunicazione con ampio anticipo – almeno 10-15 giorni prima del 27 marzo -, in caso di possibile riapertura delle strutture per Pasqua, questo per avere un margine di tempo adeguato a fini organizzativi; in secondo luogo resta in sospeso la questione ristori: “E’ vero che sono arrivati quelli del precedente decreto, ma sono briciole e mal calcolati. Chiediamo un nuovo provvedimento che abbia finalmente come parametro di riferimento la differenza di fatturato” aggiunge Berlangieri.

“Quello che emerge è che senza ristori adeguati, ovvero liquidità per gli imprenditori turistici, anche se si potrà riaprire non si avranno le risorse necessarie per farlo: ecco perché è una questione prioritaria e sarà uno dei temi che tratteremo nella prossima riunione del Tavolo di coordinamento del turismo savonese” conclude il presidente Upa.

“Un appuntamento importante quello di Pasqua – afferma Marcello Grenna, il presidente di Terranostra-Campagna Amica Liguria -: dobbiamo fare tutto il possibile per non doverci rinunciare, dal momento che segna tradizionalmente l’inizio della stagione per buona parte dei circa 600 agriturismi liguri, strutture duramente colpite dall’emergenza Covid19 e dalle conseguenti restrizioni che hanno portato, per il 2020, ad una perdita in percentuale di fatturato stimata del 70%, con punte, per alcune aziende, del 90%. L’agriturismo è casa nostra e la sicurezza è quella che vogliamo e diamo alle nostre famiglie”.

“Chi viene da noi si deve sentire sicuro e in questo possono anche aiutare gli ampi spazi all’aperto di cui disponiamo, il numero ridotto di posti a tavola e a letto, che permettono di assicurare sempre il distanziamento sociale ed evitare assembramenti.”

“Le nostre aziende – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – sono situate in aperta campagna nella massima sicurezza, dove rispettano tutte le prescrizioni sanitarie e dove il contatto con la natura può rigenerare la condizione fisica ed emotiva dopo tanti mesi di stress e chiusura. Secondo i dati SNPA 2020 (stazioni di monitoraggio), inoltre, risulta che la qualità dell’aria della nostra regione è, assieme al Trentino, la migliore tra quelle del Nord Italia, dal momento che in ben 21 punti su 29 di campionamento delle “polveri fini”, è rispettato il valore di rifermento OMS, mentre non è mai stato superato il valore limite giornaliero (limite di legge)”.

“Quindi è importante ripartire dal nostro territorio e rimettere in moto, sempre in totale sicurezza, il turismo nella nostra regione evitando ulteriori chiusure. A rischio c’è un sistema di servizi, ospitalità in campagna e agri ristorazione che può contare a livello ligure di circa 9 mila posti a tavola e quasi 10 mila posti letto” concludono.

Certamente non solo gli agriturismi, ma tutto l’indotto dell’agroalimentare, ristorazione, esercizi pubblici e, naturalmente, il settore turistico sperano di avere una Pasqua “Covid Free” o quasi, per lo meno con meno restrizioni e chiusure possibili: sarebbe un primo vero segnale di lento e progressivo ritorno alla normalità.

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