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Depressione, arriva in Liguria il progetto di sensibilizzazione di Fondazione Onda per combattere la malattia

Si stima siano circa 40.000 le persone che in Liguria soffrono di depressione maggiore, la forma più grave e invalidante della malattia

Liguria. Il periodo di isolamento sociale dovuto all’emergenza coronavirus ha portato alla luce il delicato tema della salute mentale, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato di un’emergenza Covid-19 anche psichica, data dall’aumento di disturbi quali ansia e depressione. Quest’ultima è riconosciuta come prima causa di disabilità a livello mondiale e riguarda circa 3 milioni di italiani, di cui circa 1 milione soffre della forma più grave, la depressione maggiore.

Considerando solo la Liguria, dai dati Istat si stima che circa 40.000 liguri soffrano di depressione maggiore, di cui quasi 5 mila non rispondono ai trattamenti, secondo la rielaborazione su base regionale dei dati dello studio epidemiologico italiano Dory, volto a identificare, attraverso un’analisi di database amministrativi, i pazienti affetti da depressione resistente.

“La depressione clinicamente significativa si caratterizza come un disturbo cronico e multifattoriale caratterizzata da sintomi quali umore depresso, bassa autostima, sentimenti di colpa, diminuzione dell’appetito e degli interessi, disturbi del ritmo sonno-veglia e alterazioni cognitive. Ha una prevalenza stimata del 7-10% nella popolazione generale, percentuale che si traduce in centinaia di milioni di persone affette da tale condizione. È un disturbo più frequente nel sesso femminile, con un rapporto di 2:1 rispetto al sesso maschile – commenta Mario Amore, Professore ordinario di psichiatria, direttore del dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili, Università di Genova – La malattia depressiva si accompagna a elevati livelli di disabilità costituendo la malattia con più elevata disabilità, a causa delle gravi problematiche nel funzionamento psicosociale e lavorativo. Una attenta valutazione diagnostica può consentire un intervento precoce prevenendo il cronicizzarsi della sintomatologia e della sofferenza neuronale centrale”.

In tale contesto, istituzioni e rappresentati locali a livello medico, assistenziale e sociale si sono confrontati su come affrontare più efficacemente la malattia, superare lo stigma associato alla depressione, facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate. Questa iniziativa è parte di un ciclo di incontri avviati nel 2020 a cui hanno già preso parte 11 regioni italiane. Le tavole rotonde, organizzate da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, fanno parte del percorso più ampio di sensibilizzazione “Uscire dall’ombra della depressione”, un’occasione istituzionale volta a presentare anche in questa Regione il Manifesto Uscire dall’ombra della depressione, aggiornato sulla base di alcuni spunti emersi durante i tavoli regionali che hanno avuto luogo lo scorso anno. L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Liguria, delle società scientifiche Società Italiana di Psichiatria e Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, di Cittadinanzattiva e Progetto Itaca, ed è stata organizzata con il contributo incondizionato di Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson.

La depressione, inoltre, ha un forte impatto sulla qualità della vita e sui costi sanitari e sociali che risultano molto elevati. “I costi diretti non sono l’unico tassello da tenere in considerazione se si vuole cogliere appieno il peso economico e sociale di questa patologia. I costi indiretti (sociali e previdenziali) la fanno da padrone in quanto rappresentano il 70% del totale dei costi della malattia, con un forte impatto sulle giornate perse da lavoro ed incremento della disabilità – dice Francesco Saverio Mennini, professore di economia sanitaria e direttore del Eehta del Ceis dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Basti pensare ai costi previdenziali, che hanno avuto un incremento del 38% negli ultimi 5 anni, legati all’elevato numero di giorni di assenza dal lavoro causato dalla depressione maggiore, alla perdita di produttività legata al presentismo. Visto l’incremento previsto del numero delle persone con depressione in seguito alla pandemia di Covid-19, il peso economico della malattia è destinato ad aumentare in maniera preoccupante”.

Anche il costo legato agli assegni ordinari di invalidità e alle pensioni di inabilità, che si aggira intorno ai 106 milioni di euro, pari a 9.500 euro annui a beneficiario, rientra tra quelli indiretti legati alla malattia. In Liguria secondo un’analisi dell’Eehta del Ceis (Economic Evaluation and HTA CEIS) basata su dati del 2015, tali prestazioni di invalidità previdenziale vengono concesse a 2,2 persone con depressione maggiore ogni 100.000 abitanti. “Questi dati testimoniano che stiamo parlando di una malattia fortemente invalidante, che impatta in maniera significativa sulla vita dei pazienti e della società, da molteplici punti di vista – prosegue Mennini – Gestire il paziente in una fase precoce della malattia consente non solo un miglioramento della sua qualità di vita, ma anche una riduzione dell’impatto dei costi per il sistema sanitario e sociale”.

“Si apre in Liguria il tour regionale 2021 sulla depressione – commenta Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda – La salute mentale, già considerata dall’O.M.S. la prima causa di disabilità, a seguito dell’emergenza Covid è ancor più messa a dura prova. Dopo aver redatto e presentato alla Camera dei Deputati il Manifesto ‘Uscire dall’ombra della depressione’ che ha raccolto l’impegno parlamentare a mettere in atto azioni concrete per migliorare qualità e quantità di vita dei pazienti che ne soffrono, abbiamo toccato l’anno scorso 11 Regioni italiane declinando i 10 Punti del Manifesto a livello territoriale. Combattere lo stigma e avvicinare i pazienti a diagnosi precoci e a terapie innovative costituiscono l’impegno nostro e di tutti gli interlocutori con cui abbiamo interagito nel corso dell’anno. La strada non è semplice, ma proseguiremo determinati anche nel 2021 toccando altre Regioni italiane, sempre con lo spirito di un lavoro in rete, nell’intento di arrivare a una presa in carico omogenea in ciascuna Regione dei pazienti con depressione. Sono soprattutto le donne in questa fase che è importante attenzionare: un recente studio che ha coinvolto 10.000 donne in tutto il mondo ha fatto emergere che il 27% di loro (versus il 10% degli uomini) ha avuto un aumento dei problemi di salute mentale legati alle conseguenze del Covid. Del resto, questa pandemia ha provocato una pesante crisi economica che ha colpito soprattutto le donne in quanto impegnate in larga misura nel settore dei servizi: cassa integrazione e licenziamenti hanno riguardato soprattutto la popolazione femminile. Ma sono aumentati anche la violenza domestica e il lavoro di cura a carico delle donne rendendo questa categoria ancora più fragile e a rischio di depressione”.

“Janssen è impegnata da oltre 60 anni nel campo della salute mentale. In questi decenni abbiamo sviluppato ben 2 farmaci ritenuti fondamentali dall’OMS per il trattamento della schizofrenia, e la nostra attività di ricerca e sviluppo ci permetterà di portare presto anche in Italia una significativa innovazione nel trattamento della depressione maggiore dopo decenni – dichiara Loredana Bergamini, direttore medico di Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, che ha sostenuto l’iniziativa – Grazie anche alla collaborazione di Onda e altri partner, abbiamo recentemente lanciato la campagna ‘La Depressione non si sconfigge a parole’ per aiutare pazienti e caregiver a capire come riconoscere il disagio mentale e affrontarlo in modo tempestivo. Il nostro impegno nel promuovere momenti di confronto costruttivo tra tutti gli attori coinvolti è molto sentito, particolarmente in un momento critico come quello attuale. Bisogna creare intorno ai pazienti una rete virtuosa che li sostenga lungo tutto il percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale”.

“Nell’ambito della salute mentale questa patologia costituisce la prima causa di disabilità a livello globale. Tuttavia, è evidente come la depressione, in questo momento, sia anche una delle tante conseguenze di questo periodo storico in cui, fino a quando non sarà vaccinata una larga parte di popolazione e usciremo dal tunnel, continuerà a sussistere nella popolazione una percezione di forte preoccupazione e impotenza – afferma Brunello Brunetto, presidente della seconda commissione regionale salute e sicurezza sociale – A ciò si aggiunge la crisi economica, e quindi le difficoltà per molte famiglie, dovuta alle restrizioni adottate per fronteggiare la pandemia da Covid-19 a livello nazionale ed europeo. Pertanto, ora più che mai, occorre prevedere per tempo che a livello di sistema sanitario nazionale, ma anche regionale, vengano intraprese azioni opportune per facilitare l’accesso agli approcci di cura più innovativi e appropriati per i pazienti che soffrono di depressione”.

“È ormai acclarato che, nell’ambito della salute mentale, la depressione costituisce la prima causa di disabilità a livello globale – conclude Simona Ferro, assessore alle pari opportunità, sport e personale regionale di Regione Liguria – l’iniziativa avviata dalla Fondazione Onda è particolarmente meritoria in quanto pone come obiettivo la diffusione delle conoscenze e delle problematiche relative alle patologie depressive a livello regionale. Questo potrà contribuire alla sensibilizzazione delle istituzioni locali affinché possano venire intraprese azioni opportune per agevolare l’accesso alle modalità di cura più appropriate e innovative per i pazienti. Come Regione Liguria abbiamo compreso quanto questo anno pandemico, unito alla crisi socio-economica, abbia messo a dura prova i liguri, per questo guardiamo con favore tutte le iniziative che possano aiutare in ambito psicofisico come quella di Onda o il protocollo d’intesa da poco firmato tra Regione Liguria, associazioni per la tutela dei consumatori e Ordine degli Psicologi liguri che è un unicum, ad oggi, nel nostro Paese. Nostro dovere è la tutela della salute psicofisica dei liguri”.

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