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Covid, Toti: “Giusto riaprire scuole, ma non è vero che non incidono sui contagi: aumentati cluster familiari”

Il governatore: "La ragione per cui stanno crescendo i positivi e anche gli isolati a domicilio"

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Liguria. “L’incidenza dei positivi al Covid è un pochino cresciuta in alcune province, soprattutto ad Imperia, a causa di alcuni cluster. Bisogna dire che è stato giusto riaprire le scuole, ma chiaramente tutto questo incide, sono infatti aumentati i cluster familiari, dovuti agli studenti; ed è la ragione per cui stanno crescendo i positivi e anche gli isolati a domicilio. Chi dice che la scuola non incide sui contagi dice delle balle politicamente orientate“. Così il presidente Giovanni Toti nel corso della diretta serale sulla propria pagina Facebook.

“Sono 677 i ricoverati tra media intensità e terapie intensive, crescono di 27 gli ospedalizzati –  ha proseguito – Di questo ho già parlato con i direttori generali perché si tratta di un fenomeno dovuto alle mancate dimissioni la domenica. E ho chiesto apertamente di provvedere, perché non si può dimettere la domenica la metà dei pazienti che dimettiamo gli altri giorni. Bisogna che i letti dei nostri ospedali scendano anche per poterli dedicare ad altre specialità mediche”.

E adesso, entrando in zona gialla, “ci vuole più prudenza di quando eravamo chiusi. Ripartono 12.0000 attività commerciali, oltre ai musei e alle mostre – ha aggiunto – ritorna un pezzetto della nostra vita, almeno fino alle 18, quando richiude tutto. Serve comunque continuare ad avere prudenza, buon senso e grande attenzione, per non ritrovarsi tra due settimane di nuovo in fascia arancione”. In tutta Italia è già polemica per gli assembramenti nel weekend, ed episodi di affollamento si sono verificati anche a Genova con intervento della polizia locale. “Non faccio la ramanzina – chiarisce Toti – Mi sembra normale che, se si apre un po’, la gente vada a fare una passeggiata o shopping, dico solo: facciamolo con grande attenzione e prudenza”.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, Toti ha annunciato che “sono 77.540 i vaccini consegnati da Pfeizer, a cui si aggiungono alcune dosi di Moderna che per la maggior parte arriveranno a fine febbraio. Sul totale dei consegnati il 75% sono stati somministrati per garantirci delle scorte in grado di far fronte a ogni evenienza. Noi possiamo fare ogni giorno circa 3.000 vaccini, ma ce li devono dare. Saremo al lavoro sulla logistica degli ultra 80enni sul territorio e quando il commissario Arcuri ci darà tempi certi per AstraZeneca partiranno anche le prenotazioni per i più giovani”.

“Ho ho sentito un po’ di inesattezze in merito alla campagna vaccinale – ha aggiunto – come quella che staremo aspettando le cosiddette ‘primule’ del commissario Arcuri, strutture dentro cui si dovrebbe vaccinare. Ma si tratta di una stravaganza, come regioni non stiamo aspettando nessuna primula, semmai aspettiamo i vaccini e come ho già detto, dal 15 febbraio inizieremo a vaccinare gli ultra 80enni sul territorio. In Liguria abbiamo già individuato i luoghi più adatti dove vaccinare: a Genova saranno cinque, tra cui la Fiera del mare ad esempio e poi le palestre, alcune strutture comunali, certamente non aspettiamo che arrivino da Roma le tensostrutture per iniziare”.

In programma anche riunioni tra Regione, Alisa e Liguria Digitale “per mettere a punto il sistema di prenotazione, ed evitare quanto accaduto durante la pandemia, i cosiddetti click day, che hanno mandato fuori uso il sistema informatico nazionale. A questo proposito stiamo organizzando il Centro Unico di Prenotazione, insieme alle farmacie e ai medici di medicina generale per poter consentire le prenotazioni. E questo avverrà a partire dal 15 febbraio e comunque tutto sarà condizionato dalla consegna dei vaccini stessi, visto che, come si è sentito, Pfeizer ha i suoi problemi, Moderna ne ha consegnati meno e AstraZeneca potrà somministrare il suo vaccino solo ai cittadini che hanno meno di 55 anni”.

Il presidente ha ricordato che “Regione Liguria sta portando avanti due percorsi: un percorso definito per i più anziani che hanno diritto al vaccino di Pfeizer e di Moderna e un altro percorso per chi è sotto i 55 anni destinatario del vaccino AstraZeneca. Ci auguriamo che entro le prossime settimane i vaccini arrivino dalle aziende e le forniture si possano allineare. Sicuramente non poter utilizzare l’AstraZeneca per gli 80enni è un danno e va a incidere sull’elenco dei decessi che continua a essere alto”. “Visto il momento – ha sottolineato Toti – sarebbe bene non fare assurde polemiche ed evitare ancora più assurde classifiche”.

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