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Aperture serali in zona gialla, Cts: “Nessun via libera”. Toti: “Confusione danneggia le attività”

"Una rimodulazione dei pacchetti di misure potrebbe modificare l'efficacia nella mitigazione del rischio"

Liguria. Aggiornamento ore 18.44 “Rispetto alla notizia del via libera all’apertura dei ristoranti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione, il Cts ha precisato di aver analizzato alcune regole che consentirebbero alle attività di poter lavorare in sicurezza ma che la decisione definitiva spetta al Governo. L’ennesimo episodio di confusione, con comunicazioni contraddittorie: da Roma prima la frenata, poi l’apertura del viceministro alla Salute Sileri, che auspica la ripartenza. Decisioni che vanno in contrasto in poco più di un’ora, colpendo ancora una volta lavoratori e attività. Al netto di tutte le valutazioni scientifiche che vanno fatte, per quale motivo le regole che oggi ci consentono di pranzare al ristorante in sicurezza non dovrebbero essere valide anche per la cena? Mi auguro che arrivi al più presto un Governo che decida una volta per tutte e in maniera chiara, perché lasciare le attività in questo limbo e in balia dell’ennesima incertezza non fa che danneggiarle ulteriormente. E dopo mesi di sacrifici, lo trovo inaccettabile”.

Lo scrive il presidente Toti sulla sua pagina Facebook.

– “Ristoranti aperti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione: è arrivato finalmente il parere favorevole del comitato tecnico scientifico. Chiediamo che si possa partire al più presto: serve però una decisione da parte del Governo. Da parte nostra, stiamo preparando una lettera ufficiale da inviare a Roma per chiedere che si proceda in fretta perché permettere di lavorare in sicurezza alle nostre attività deve essere, insieme alla lotta al virus, una priorità assoluta per il nostro Paese”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

“La scelta del comitato tecnico scientifico di dare il via libera all’apertura serale dei ristoranti nelle Regioni in zona gialla e a pranzo per quelli in zona arancione, anche se con alcune restrizioni, va nella direzione giusta, quella che auspichiamo da tempo- precisa Toti – Lo avevamo chiesto più volte in Conferenza delle Regioni e siamo soddisfatti del risultato raggiunto. Il Covid ha avuto e continua ad avere conseguenze drammatiche a livello umano e sanitario, ma sta avendo conseguenze terribili anche sul fronte economico”.

“Non si tratta in nessun modo di minimizzare, ma di convivere con questo virus rispettando in modo preciso, attento e scrupoloso le regole – spiega Toti – Se lo si fa, e sono certo che i ristoratori e i cittadini saranno ligi e attenti come sono stati finora, non vedo perché non procedere”.

“Finalmente trovano ascolto le grida di dolore dei tanti ristoratori che abbiamo quotidianamente ascoltato e che ci siamo fatti carico di rappresentare nelle sedi appropriate – aggiunge l’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti – È evidente la generale criticità sanitaria, ma è altrettanto stringente la necessità di trovare forme accettabili di prosecuzione di attività lavorative per le quali, in assenza di conclamati riscontri di oggettiva pericolosità, si possa ipotizzare una accorta gestione nella stringente osservanza di tutte le norme di cautela sanitaria a suo tempo rese obbligatorie e adottate dagli esercenti nella stragrande maggioranza dei casi. Che il Governo provveda senza indugio, già troppi danni sono stati fatti”.

In un lancio Ansa, tuttavia, si legge che “non c’è alcun via libera del Comitato Tecnico Scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del Cts del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso”.

“Una rimodulazione dei pacchetti di misure potrebbe modificare l’efficacia nella mitigazione del rischio – ha aggiunto il Cts rispondendo alla richiesta arrivata dal ministero dello sviluppo economico sulla riapertura di pubblici esercizi –  Circa la previsione di rimodulazione delle misure previste nelle diverse fasce di rischio si rimanda alle valutazioni del decisore politico”. In ogni caso, sempre relativamente ai rischi, “andrebbero considerate le diverse tipologie dei pubblici esercizi, distinguendo” tra ristoranti e bar.

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