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Covid e variante inglese, crescita regionale del 13,7%. I medici: “Chiudere scuole medie e superiori”

"Evitare i momenti di aggregazione". Lockdown generalizzato? "Non serve"

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Liguria. Chiudere subito le scuole medie e superiori tornando alla didattica a distanza integrale per il 100% degli studenti. È la proposta di Alessandro Bonsignore, presidente dell’ordine dei medici di Genova, nel solco dei timori di diversi colleghi italiani che predicano la sospensione delle lezioni per arginare le varianti del coronavirus.

“Sembra che la variante inglese abbia una capacità di diffusione molto elevata – ricorda Bonsignore – anche se non sappiamo ancora se è in grado di aumentare la gravità della patologia. Ma l’alto tasso di contagiosità suggerisce l’opportunità di evitare momenti di aggregazione tra i giovani e mantenere la didattica a distanza per gli studenti delle scuole medie e superiori”.

Si stima che la variante inglese sia stata contratta da una alta percentuale di positivi e anche a livello regionale si registra una crescita del 13,7% rilevato la settimana scorsa. La variante sudafricana, invece, è stata isolata solo in due casi in Italia: il primo a Varese, il secondo proprio a Genova dall’équipe di Giancarlo Icardi all’ospedale San Martino.

“Conosciamo bene le ripercussioni psicologiche che stare a casa può comportare per i ragazzi – ribadisce Bonsignore – però dobbiamo sapere che per uscire dal tunnel bisogna fare uno sforzo. Finché non avremo gli anziani vaccinati la scuola sarà un problema, non tanto per la scuola in sé, ma per l’utilizzo dei mezzi pubblici, i momenti di aggregazione prima dell’entrata e dopo l’uscita, la merenda in compagnia senza mascherina. Tutte occasioni che possono contribuire a portare il virus nelle case. Non dico di chiudere materne ed elementari, ma almeno per medie e superiori, dove non è necessario che gli studenti vadano in classe, cerchiamo di controllare la situazione”.

Bonsignore era stato tra i promotori di un lockdown totale quando la situazione dei contagi era critica durante la seconda ondata. Oggi, nonostante Ricciardi e Crisanti abbiamo invocato la chiusura totale, il presidente dei medici genovesi è di un’altra opinione: “In questo momento i numeri della situazione ospedaliera sono molto diversi. Non riteniamo necessario un lockdown in provincia di Genova, e crediamo che non sia necessario nemmeno un lockdown generalizzato. Per l’Imperiese, invece, servirebbero misure più restrittive. L’importante – conclude Bonsignore – è non dover arrivare a riconvertire tutti i reparti che svolgono attività sanitaria tradizionale in reparti Covid”.

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