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“Cosa chiedete al futuro sindaco?”: più della metà dei savonesi desiderano una “città pulita”

Un quarto degli intervistati non ha interesse o non ha fiducia nel cambiamento

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Savona. “Più pulizia”. Correva l’anno 2006, e con queste parole il candidato sindaco del centrodestra Vincenzo Delfino rispondeva a un giovane cronista che gli chiedeva tre cambiamenti per la Savona del futuro. Nel 2021, 15 anni dopo, siamo ancora lì: “più pulizia”, ecco la richiesta che i savonesi avanzano in coro al sindaco del prossimo quinquennio.

Savona Piazza Sisto generica

A pochi mesi dalle elezioni comunali, per il momento previste per la primavera 2021, l’unica cosa certa è che il centro sinistra ha scelto il suo candidato sindaco (Marco Russo) quasi all’unanimità riuscendo a raccogliere l’appoggio di tutte le anime dello schieramento. E ha già avanzato alcune proposte. Mentre nel centrodestra le incognite sono ancora molte: l’attuale sindaco non ha ancora sciolto le riserve su una sua eventuale ricandidatura, Dario Amoretti (al momento il candidato più probabile) non ha ancora l’appoggio di tutte le forze, e in ballo c’è sempre la minaccia di Pietro Santi di presentarsi con una propria lista.

In previsione del prossimo mandato, IVG ha deciso di girare tra le vie del centro e chiedere ai passanti quali fossero le tre richieste che vorrebbero vedere soddisfatte dalla prossima giunta, a prescindere dal colore del candidato che vincerà. Gli intervistati sono stati 20. Doverosa premessa: il campione non ha valore statistico e non può essere considerato rappresentativo della popolazione, sarebbe quindi sbagliato “generalizzare” i risultati. L’intenzione è stata semplicemente quella di “tastare” per quanto possibile il “sentire comune” del savonese medio.

Quali sono tre cose che pretende dal prossimo sindaco?”, è stata questa la semplice domanda rivolta a chi martedì mattina si trovava a passeggiare in città. Qualcuno, istintivamente, ha risposto che “non sapeva neanche chi potesse essere il futuro sindaco” e altri aggiungono: “Speriamo che la prossima giunta sia migliore di quella attuale”.

Grafico sondaggio 16 febbraio

Entrando nel merito delle risposte, il tema più gettonato, ed evidentemente il più sentito, è stata una “maggiore pulizia della città” che per il 60% degli intervistati (12 su 20) è insufficiente soprattutto “nelle periferie, non si può curare solo il centro”. Altre due ragazze fanno eco precisando che però la maggior pulizia non deve portare a “pagare la Tari a prezzi esorbitanti”. Due anziani approfondiscono la questione e la estendono alla cura del verde pubblico: “abbiamo dei giardini, al prolungamento e in piazza del popolo che sono un gioiello, ma sono completamente lasciati andare”, e una signora chiede “più vigilanza” in queste aree.

Un signore evidenzia la necessità di “migliorare i servizi” senza precisare quali; due ragazze, però, si accodano e aggiungono: “Bisogna assolutamente rendere la città a vocazione turistica: questa è una bella città che se lo può permettere, ha anche il mare, è necessario renderla più accogliente in modo che le persone siano invogliate a venirci”. Altri vorrebbero maggiore attenzione alla “viabilità e al traffico”. Un signore aggiunge: “togliere il mercato dal centro”, come aveva già fatto notare una coppia durante il sondaggio della scorsa settimana.

Non manca chi ritiene fondamentale puntare sull’attività economica: “Serve creare occupazione, lavoro per i giovani e rilanciare le aziende nel territorio savonese”. Due signori anziani riprendendo lo stesso concetto sottolineano che “il lavoro permette di andare avanti e i giovani ne hanno bisogno”.

Un quarto degli intervistati non sa come rispondere (“ci ha preso alla sprovvista, non siamo preparati”), non vuole (“no comment”) o pensa che cambiare lo status quo non sia indispensabile (“va tutto bene così”) o, al contrario, sia impossibile (“non cambia mai niente”). Un intervistato si allontana dalle richieste legate alla vita quotidiana dei cittadini: “Il futuro sindaco non si deve vergognare della sua coalizione, la Caprioglio nel centro destra è a disagio. Non ha avuto un comportamento coerente con il voto espresso dagli elettori”.

In tre giustificano le mancanze dell’attuale giunta ricordando che “l’amministrazione precedente aveva lasciato un debito ingente” e quelle che si possono osservare oggi “non sono solo mancanze di questa giunta ma anche di quelle prima, il problema è un ritardo sistemico nell’affrontare le questioni”.

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