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Concessioni demaniali, Vaccarezza: “Non è finita finché non è finita, la Regione venderà cara la pelle col Governo”

"Cosa ha risposto il governo alla lettera con cui l'Europa ci chiedeva di applicare la legge 145/2018 varata dal governo Conte 1?"

Regione. “Cosa ha risposto il governo alla lettera con cui l’Europa ci chiedeva di applicare la legge 145/2018 varata dal governo Conte 1?”. A chiederselo è Angelo Vaccarezza, capogruppo di Cambiamo in Regione, da sempre schierato in difesa dei balneari italiani penalizzati dall’applicazione “italiana” della Direttiva Bolkestein.

In un video pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook, Vaccarezza ripercorre gli ultimi 15 anni di “peripezie” conseguenti all’emanazione della direttiva e, soprattutto, al suo recepimento da parte dei vari governi italiani.

Fino ad arrivare alla legge 145/2018 che, come noto, estende fino al 2033 la durata delle concessioni demaniali in essere e inoltre prevedeva che l’Italia “facesse ciò che ci chiedeva l’Europa fin dal 2016, cioè il monitoraggio delle coste, l’analisi della disponibilità dei beni demaniali e, soprattutto, l’elaborazione di una riforma dell’intero sistema propedeutica al prolungamento delle concessioni. Tutte cose che è il Conte 1 né il Conte 2 hanno mai fatto”.

Nei giorni scorsi l’Europa ha chiesto all’Italia informazioni circa l’applicazione della legge di tre anni fa: “Non sappiamo se lettera abbia avuto un riscontro né cosa ha risposto il Governo. Difenderanno la legge 145? Benissimo, allora riallineeremo le concessioni ed anche i Comuni che hanno difficoltà le potranno estendere. Non la difenderanno? Allora sarà un problema anche per chi la concessione se l’è già vista estendere fino al 2033. Non hanno risposto, da pavidi quali sono stati gli ultimi governi (a parte il Conte 1 che comunque ha emesso la legge)?”.

“Oggi siamo in attesa di sapere se questo governo vuole difendere una legge dello Staot, se vuole dare una risposta a 30 mila piccole-medie aziende e a un un milione di persone che lavora in un settore trainante. Che fa gola a molti. Perché quando diciamo che tanti guardano le nostre pensando di farle diventare la più grande lavatrice di denaro di dubbia provenienza del mondo, forse non ci andiamo tanto lontano”.

“Una cosa è certa: le aziende liguri e questa Regione venderanno cara la pelle. Non con l’Europa, che non è mai stata un nostro problema, ma con il governo che raramente ci ha difeso e spesso in una pessima situazione. Purtroppo non possiamo ancora scrivere la parola ‘fine’ ma ci sono puntini con ‘continua’. Ma non è finita finché non è finita”.

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