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Carcere, i cairesi si dividono: “Ok ma non al Tecchio, e prima vogliamo l’ospedale funzionante”

Per alcuni sarebbe un volano per l'economia locale, ma in molti non approvano di cementificare uno dei pochi terreni vergini

Cairo Montenotte. Carcere sì o carcere no? Sui social, si discute se la struttura penitenziaria porterà o meno dei vantaggi al territorio, ma la maggior parte dei cairesi sembra essere favorevole al nuovo carcere.

Secondo alcuni, sarebbe “un buon impulso” o “un volano” per l’economia della Valbormida “ormai morta” e “porterebbe un bel giro di lavoro e di soldi”. Ma qualcuno specifica: “l’importante è che venga assunta gente del posto”.

Il tema carcere viene poi associato a quello dell’ospedale, in questo caso i cairesi si dividono in due. Da una parte chi sottolinea: “La sanità è più importante”, “prima vogliamo un pronto soccorso funzionante”. E  dall’altra chi ritiene che siano due argomenti separati che non si escludono a vicenda, anzi “un nuovo carcere potrebbe servire ad avere un ospedale funzionante in tempi minori” sostengono.

Il dibatto si accende anche su un’altra questione: la location. Dopo il sopralluogo dei funzionari del ministero della Giustizia e delle Infrastrutture, sembrerebbe infatti che le aree di maggiore interesse per la costruzione della nuova casa circondariale in provincia di Savona siano la zona del Tecchio di Cairo e le aree dell’ex Acna di Cengio.

sopralluogo carcere cairo

Secondo alcuni, per la maggior parte favorevoli alla nuova costruzione, sarebbe inopportuno che “con tutte le aree già cementificate e in stato di abbandono, si decida di ricoprire di cemento uno dei pochi tratti non urbanizzati vicino ad una dimora storica”. “In queste terre devastate, non si possono prendere sempre in considerazione terreni vergini” si legge. “Le zone ex Acna ed ex Ferrania (un’altra delle aree proposte dal sindaco Lambertini, ma su cui i tecnici hanno riscontrato delle criticità ndr) si prestano perfettamente, quindi sì al carcere, ma non nei campi del Tecchio a fianco a Villa De Mari e vicino alla Bormida, in una delle poche zone verdi rimaste”. C’è poi chi propone di utilizzare la scuola di polizia penitenziaria “che qualche anno fa doveva essere chiusa perché sovradimensionata per le attuali esigenze del corpo penitenziario”.

Per ora, però, sono solo ipotesi. Si scoprirà la decisione del ministero su dove verrà effettivamente costruito il carcere solo agli inizio di marzo, data in cui dovrebbe costituirsi anche il Comitato Paritetico per dare il via all’iter formale che renderà concreta la sua progettazione.

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