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Carcere a Cengio, il sindaco al senatore Taricco: “Bonifica A2 completata, venga a vedere e ci sostenga”

L'appello dopo l'interrogazione del parlamentare

Cengio. “Quando finirà questo attacco, silente e continuo, contro i cittadini della Valbormida? Perché persone che mai si sono interessate di Acna e di Cengio, ogni volta che si ipotizza la realizzazione di una nuova attività, immediatamente la affossano? Perché i cittadini di Cengio e dei paesi limitrofi, nel rispetto delle leggi vigenti, non possono liberamente decidere cosa fare sul proprio territorio? Senatore, venga a Cengio a verificare la reale situazione e poi sostenga con forza la costruzione del carcere”.

E’ questo, in sintesi, il contenuto della lettera inviata dal sindaco di Cengio, Francesco Dotta, al senatore cuneese Giacomino Taricco che, tre giorni fa, ha annunciato una interrogazione al Ministero per comprendere lo stato della bonifica delle aree ex Acna su cui potrebbe sorgere il nuovo carcere savonese.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Illustrissimo Senatore,
per rispetto ed educazione mi presento: Francesco Dotta, cittadino di Cengio dalla nascita nell’ormai lontano 1951, pensionato che, dopo aver lavorato nel settore metalmeccanico, attualmente ha l’onore di rappresentare la propria comunità in qualità di Sindaco.

Ho letto sulla stampa locale, con estremo interesse ed attenzione, le Sue dichiarazioni al riguardo di una ipotetica realizzazione di un carcere sulle aree bonificate dell’ex Acna e mi permetto di esprimere le mie modeste e personali considerazioni.

Come dicevo in precedenza sono nato a Cengio, la mia casa natale e ora la mia distano circa 200 metri dalla portineria del sito in esame, ho lavorato come dipendente ed in seguito come responsabile di una ditta appaltatrice all’interno dello stabilimento, conseguentemente ho una buona conoscenza di tutto ciò che riguarda le attività lavorative e collaterali.

Iniziamo con il dire che lo stabilimento ha generato lavoro e di conseguenza un ritorno economico sul territorio ligure e soprattutto piemontese ma, a causa della mancanza di leggi adeguate, anche un grave inquinamento ambientale in atmosfera e nelle acque del fiume Bormida. Chi nega ciò, ed io non sono sicuramente tra questi, o non conosce la realtà dei fatti o, peggio, è in malafede.

A seguito delle proteste degli abitanti del territorio, ed è doveroso evidenziare soprattutto da parte piemontese, iniziò una presa di coscienza delle problematiche ambientali che portarono alla chiusura definitiva del sito produttivo negli anni ’90. Da allora iniziò per i territori interessati una grave crisi socio-ambientale ed economica che perdura ancora attualmente. Contestualmente iniziarono i lavori di bonifica, con massicci investimenti tecnologici ed economici da parte della proprietà e dello Stato.

La bonifica delle aree A2, ovvero quelle proposte per l’eventuale costruzione del carcere, è terminata e le aree sono certificate. Sono ancora in corso le operazioni di completamento e finitura per la messa in sicurezza dell’area A1, consistenti nella realizzazione della copertura con vari strati di terreno, il famoso “capping”. La fine di tali attività è prevista per l’anno in corso ed i lavori sono perfettamente in linea con il programma temporale previsto. Preciso che le aree A2 sono indipendenti dall’area A1 e non hanno collegamenti operativi diretti.

Fatta questa doverosa introduzione mi chiedo e Le chiedo: quando finirà questa vicenda e quando finirà questo attacco, non diretto ma silente e continuo, contro i cittadini della Valbormida? Perché persone che mai si sono interessate di Acna e di Cengio, ogni volta che si ipotizza la realizzazione di una nuova attività, immediatamente la affossano? Perché i cittadini di Cengio e dei paesi limitrofi, nel rispetto delle leggi vigenti, non possono liberamente decidere cosa fare sul proprio territorio?

Senatore, scusi la franchezza, ma sino ad ora quante volte è venuto a Cengio a verificare la reale situazione ambientale? Quante ore del suo lavoro ha speso per analizzare i relativi dossier? E ancora, si rende conto che le Sue esternazioni hanno come immediata conseguenza una presa negativa sulle persone non a conoscenza della reale situazione? Per quanto tempo ipotizziamo di lasciare questo territorio nel limbo, impossibilitato a risorgere a causa della latitanza delle Istituzioni e da poche persone che, per interessi propri, osteggiano a prescindere ogni ipotesi di futura attività?

Io credo che Lei, se veramente intende svolgere il prestigioso ruolo istituzionale che ricopre in modo propositivo ed imparziale, e su questo aspetto non credo vi sia dubbio alcuno, debba urgentemente venire a Cengio e, verificata la reale situazione di tutti i parametri che compongono questa delicata vicenda, sostenere con forza l’auspicata costruzione di questa struttura carceraria.

Sarebbe sicuramente una vittoria per tutti, abitanti della Valbormida ligure e piemontese, della proprietà e in maniera marcata per lo Stato, che certificherebbe in maniera netta che le ingenti risorse impiegate sono servite a trasformare un’area fortemente inquinata in luogo idoneo a realizzare una struttura a valenza sociale.

Aggiungo che gli abitanti dei Comuni piemontesi a valle dello stabilimento hanno espresso giudizio favorevole alla realizzazione del carcere sulle aree ex Acna ritenendo, giustamente, che tale struttura possa servire da volano per un rilancio economico dell’intero territorio e possa servire come definitiva ed auspicata pacificazione tra gli abitanti della valle.

Senatore Taricco, chiedo scusa a priori per alcuni passaggi forti di questo scritto, sicuramente da intendersi in spirito costruttivo e non maleducato. Fortemente la invito a farci visita, mi rendo disponibile in modo totale ad illustrarLe tutte le problematiche in essere e a richiedere alla Dirigenza Eni Rewind SpA il pass per una visita all’interno delle aree interessate.

Nel ringraziare per l’attenzione, porgo cordiali saluti. Buon lavoro.

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