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Cairo: caos sulla nuova automedica, la minoranza chiede le dimissioni del sindaco

L'annuncio del primo cittadino in Consiglio comunale smentito dal direttore dell'Asl 2 scatena l'opposizione

Cairo Montenotte. Sull’annuncio da parte del sindaco Paolo Lambertini della seconda automedica in arrivo in Val Bormida è caos e si scatena la minoranza consigliare del gruppo “Cairo civica e democratica”. Dopo la smentita del direttore dell’Asl 2, Damonte Prioli, infatti, i consiglieri Matteo Pennino, Giorgia Ferrari, Alberto Poggio, Silvano Nervi e Nicolò Lovanio tuonano e invocano le dimissioni del primo cittadino.

“Visto quanto riferito in Consiglio comunale sabato mattina dal sindaco di Cairo Montenotte, e le dichiarazioni a mezzo stampa, nelle quali, lo stesso, dichiarava ufficiale l’arrivo in Val Bormida di una seconda automedica per far fronte alle emergenze su un territorio senza un punto di primo intervento e con una viabilità precaria, è arrivata oggi la puntuale smentita da parte del Direttore di ASL2 Damonte Prioli – scrivono dall’opposizione – Non possiamo che rilevare la totale confusione e l’incapacità del sindaco Lambertini, nonché presidente del distretto socio sanitario, nel gestire e portare avanti una questione fondamentale come questa”.

E proseguono: “Anche in questo caso è evidente l’inadeguatezza e l’incapacità dell’amministrazione cairese. Sarebbe però interessante capire dal sindaco, alla luce delle dichiarazioni fatte anche a mezzo stampa, da chi abbia ricevuto le informazioni e chi abbia dato la disponibilità della seconda automedica, perché, per fare dichiarazioni di questo tipo, soprattutto in sede pubblica, dovrebbe esserne certo. In questi anni i cittadini cairesi ne hanno già sentite tante, troppe menzogne e false promesse. Probabilmente questa è l’ennesima. Le menzogne hanno vita breve e tutto alla fine si scopre. Nel frattempo, la fiducia dei cittadini svanisce. Ora sarebbe più giusto e corretto dire la verità e ammettere le proprie colpe nel rispetto dei propri cittadini e se necessario farsi da parte!”. Queste sono le parole di Michele Di Sapia, segretario cittadino del partito democratico. Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinatore PD Valbormida Simone Ziglioli: “Dopo svariati silenzi e molteplici cambi di rotta da parte del sindaco di Cairo Montenotte e presidente del distretto socio sanitario valbormidese, e dopo che le amministrazioni di Cairo e Carcare, su richiesta dei gruppi consigliari di minoranza avevano approvato all’unanimità istanza per richiedere la seconda automedica, ci aspettavamo che le sue dichiarazioni di ieri fossero supportate da informazioni ed azioni concrete. La risposta del presidente dell’ASL2, che ringraziamo per aver fatto chiarezza, portano alla luce una totale pressapochezza ed incapacità nell’affrontare tematiche sanitare fondamentali. Questa è una grave mancanza di rispetto per tutta la comunità valbormidese. Ci aspettiamo che chi ha il dovere di tutelare i cittadini si assuma le proprie responsabilità”.

Pronta la replica del vicesindaco di Cairo Montenotte Roberto Speranza: “Come al solito la minoranza cairese tenta di mettere bandierine e prendersi meriti che assolutamente non ha, anzi lancia slogan che coprire la responsabilità per aver scelto nel 2012 di avviare la chiusura dell’ospedale della Valbormida”.

“Ieri – spiega – in consiglio comunale abbiamo detto parole molto chiare e precise. Il documento che le amministrazioni comunali, i lavoratori attraverso le organizzazioni sindacali e i cittadini attraverso il comitato hanno prodotto ha sortito l’effetto di sostenere una visione unitaria di sanità nel nostro territorio. Questa unità di intenti ha portato a condividere con il Presidente Toti, il Consigliere regionale Brunetto, il commissario di Alisa Quaglia e il neo Direttore di Asl2 Prioli una valutazione dei fabbisogni del nostro territorio anche alla luce del mutato scenario politico sanitario. Parallelamente a questa valutazione dei fabbisogni si stanno ricercando anche gli operatori sanitari per riattivare il sistema di emergenza”.

“Nella conference-call che si terrà a fine mese ci diranno lo stato di avanzamento della valutazione dei fabbisogni e come si procederà in relazione alla riapertura del PPI – prosegue Speranza – che probabilmente sarà a 12 ore, e che quindi dovrà essere affiancato magari con un servizio più capillare di automedica”.

“In consiglio comunale abbiamo provato a spiegarlo alla minoranza per più di un’ora ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. In fondo non ci si può aspettare molto da chi afferma che l’ospedale “vero” è solo quello pubblico per scoprire poi magari che sono i primi ad usufruire dei servizi di Villa Egea, Montallegro per non parlare del San Raffaele e dell’Humanitas, chiari esempi di gestione pubblico/privato. Possiamo avere idee politiche diverse ma su temi così importanti non dobbiamo prendere in giro nessuno” conclude.

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