Eccellenza

Cairese, Mario Benzi: “Abbiamo lavorato con grande continuità, puntiamo a fare bene”

Il mister gialloblù fa il punto della situazione in vista di un'eventuale ripartenza

Cairo Montenotte. Mister Mario Benzi fa il punto della situazione in casa Cairese in vista della ripresa dell’Eccellenza. L’allenatore acquese elogia il lavoro della società che negli ultimi mesi ha fatto tutto il possibile per non far perdere del tutto la forma alla squadra.

Abbiamo ripreso e vediamo di dare continuità a questa ripresa – spiega Benzi -. Credo che abbiamo sempre lavorato con grande continuità. La società ha sempre lavorato con grande serietà, nel senso che ha sempre messo a disposizione, nel limite dei protocolli, quello che si poteva fare. Sono sempre stati disponibili, tutti sempre presenti, sia i miei collaboratori, sia Giribone, sia Formica, chiunque: tutti quelli che facevano parte dello staff erano sempre presenti”.

Commento positivo anche sui giocatori gialloblù. “I ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario – commenta il tecnico – sotto la guida di Giorgio Caviglia che è stato sicuramente un più, perché li ha tenuti sempre allenati: quelli di Cairo venivano qui, quelli di Savona sono stati molto bravi anche loro a ritrovarsi e allenarsi. Il gruppo ha dimostrato grande serietà e grande compattezza, insieme alle società“.

Riguardo al nuovo format, Benzi afferma: “Non credo sia giusto giudicare, tanto questa è un’annata particolare. Sicuramente qualcosa che non va ci sarebbe, ma o ci adattiamo tutti a far sì che le cose possano andare o se no, sicuramente, qualcosa che non va lo troveremmo tutti quanti. Però non mi sembra giusto: se la decisione è questa se ne prende atto e si cerca di finire. Chiaramente è un’annata particolare”.

Le retrocessioni dovrebbero essere due. “Credo sia giusto, perché è già un campionato atipico – sottolinea l’allenatore della Cairese -. Se ancora magari non metti le retrocessioni, chiaramente tante società farebbero giocare i ragazzi ed il campionato perderebbe un po’ di valore, anche se poi alla fine rimane un campionato anomalo, perché si decide in due mesi e non è come quelli che si decidono in nove o dieci mesi”.

Se si ripartirà, bisognerà fare tamponi prima di ogni gara. “Chiaramente è un’ennesima fatica che va sulle spalle della società, per organizzare, per trovare come farli. Non è facile, per quello che dico che bisogna cercare di adattarsi, perché è chiaro che se vai a vedere ci sono tante anomalie. Però, se bisogna finire, cerchiamo di metterci tutti la buona volontà e di cercare di portarlo a termine“.

Riguardo alla Cairese, “credo che puntare alla Serie D sia una parola un po’ grossa. Dobbiamo puntare a fare bene, anche perché dopo quattro mesi e mezzo c’è un grande punto interrogativo di come sono le cose, perché vedo che a livello di Serie A si fa male un giocatore ogni partita; ai nostri livelli è ancora tutto da appurare. Vogliamo fare bene – conclude -; mettere l’input di vincere credo sia sbagliato, bisogna mettere l’input di cercare di fare bene, il meglio che possiamo. Poi quello che sarà lo valuteremo alla fine”.