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Bus, uno sciopero inopportuno. Dal ministro Speranza ancora rimproveri ma decisioni contraddittorie

L’attenzione di tutti sulle mosse di Draghi, compreso il dicastero della Sanità

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Savona. Due fatti al tempo del Covid colpiscono forse più di altri mentre l’attenzione è calamitata dal lavoro del presidente incaricato Draghi per formare il nuovo governo: al di là degli ovvi aspetti politici, l’attesa è per conoscere la lista dei ministri, soprattutto di quelli che più interagiscono con l’attività quotidiana dei cittadini, a cominciare ovviamente da quello della Sanità. In poche parole si vuole sapere se sarà ancora il capo delegazione di Liberi e Uguali a stabilire ritmi e abitudini della nostra vita di tutti i giorni (e della sopravvivenza di molte piccole attività, a partire da bar e ristoranti).

I due fatti di cui parliamo sono lo sciopero dei mezzi pubblici e l’ormai tradizionale rimprovero del ministro Speranza medesimo agli italiani per i troppi assembramenti.

SCIOPERO MEZZI PUBBLICI
Non c’è alcun dubbio che uno sciopero di quattro ore, per giunta in un orario che coinvolge anche le scuole e chi deve recarsi o tornare dal lavoro, rappresenta un fatto di una gravità inaudita. La ragione principale del contendere è il contratto scaduto da tre anni. Quando c’è un contenzioso, le responsabilità vanno divise tra le due parti, anche se ci sembrano ragionevoli gli argomenti addotti dai sindacati del settore (tutti). Non bisogna però dimenticare che il Paese sta vivendo il momento più grave dal Dopoguerra, come ha ricordato il presidente della Repubblica, e che tutti dovrebbero tenerlo presente, anzi saperlo senza bisogno che Mattarella lo ricordi. Aziende di trasporto pubblico e sindacati invece no, nessun accordo in vista e sciopero confermato. Personalmente non ci sarebbe dispiaciuto che fossero stati proprio i rappresentanti dei lavoratori, come spesso hanno fatto in momenti tragici della storia italiana, ha dimostrare di avere più responsabilità dei “padroni”.

I RIMPROVERI Di SPERANZA
Nonostante tanta buona volontà, non riusciamo a capacitarsi della ratio che sta alla base dei provvedimenti e delle dichiarazioni del ministro, che in zona arancione (nella quale la Liguria rischia di ritrovarsi) permette che si possa circolare nelle grandi aree urbane e non andare da Albissola Mare ad Albisola Superiore. Ma le immagini di qualsiasi giornale o sito fotografano gli assembramenti a Milano, Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo. Certamente non in qualche piccolo Comune. Per questo le contraddizioni di Speranza ci sembrano inaccettabili.

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