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Bonus spesa percepito senza averne diritto: la Finanzia sanziona 137 savonesi foto

Qualcuno ha mentito sul patrimonio, altri ricevevano già il reddito di cittadinanza: ora rischiano una sanzione di minimo 5 mila euro

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Savona. C’era chi già beneficiava del reddito di cittadinanza, chi aveva ricevuto oltre 37 mila euro di disoccupazione in 2 anni, chi aveva “aggiunto” qualche convivente nella domanda o chi aveva “dimenticato” di indicare conti correnti o immobili. In totale 137 “furbetti” del bonus spesa, che ora sono stati scoperti e sanzionati dalla Guardia di Finanza di Savona.

Le irregolarità sono emerse nel corso dei controlli dei soggetti percettori da parte dei militari del Comando Provinciale. Le Fiamme Gialle hanno scoperto come detto 137 persone che hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica o di povertà tali da non consentire nemmeno l’acquisto di cibo e beni di prima necessità.

Dall’esame delle istanze acquisite dai Finanzieri delle Compagnie di Savona ed Albenga e dalle Tenenze di Finale Ligure e Cairo Montenotte, presso i comuni di Savona, Varazze, Quiliano, Finale Ligure, Loano, Pietra Ligure, Albenga, Borghetto S. Spirito, Ceriale, Alassio, Andora, Cairo Montenotte, Carcare e Cengio, oltre 5.600 in tutto, è infatti emerso che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, beneficiavano già del reddito di cittadinanza o altre prestazioni sociali agevolate, oppure avevano omesso di dichiarare il proprio patrimonio. In alcuni casi è stato alterato il proprio stato di famiglia, indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.

Davvero tante le situazioni di rilievo. In due casi i richiedenti il bonus spesa, entrambi italiani, avevano già beneficiato del Reddito di Cittadinanza, per una somma rispettivamente di 1.000 e 800 euro. In un altro caso una donna, di nazionalità italiana, negli ultimi due anni aveva già ricevuto dallo Stato, a titolo indennità di disoccupazione, somme per complessivi 37 mila euro.

Una delle irregolarità più frequentemente riscontrate ha riguardato l’incompleta compilazione delle istanze prodotte ai Comuni di residenza: sovente sono risultate mancanti delle indicazioni relative al possesso beni immobili, conti correnti bancari e/o postali e relativa consistenza; le motivazioni per cui i richiedenti apparivano in condizioni economiche svantaggiate o la composizione del nucleo familiare non corrispondevano al vero.

Alle persone che hanno ottenuto il bonus senza averne reale diritto è stata contestata l’indebita percezione di erogazioni pubbliche, che prevede una sanzione amministrativa da un minimo di € 5.164 ad un massimo di € 25.822, ma comunque non superiore al triplo del beneficio conseguito. I trasgressori sono stati inoltre segnalati agli Enti Comunali erogatori, per il recupero delle somme indebitamente percepite.

C’è poi un’altra vicenda a sé, all’interno dell’indagine. Si tratta di quella che coinvolge il Comune di Cairo Montenotte: qui diversi buoni spesa sono stati concessi nonostante domande lasciate incomplete o addirittura “in bianco”, spesso non per frode (si tratta di persone in effettiva indigenza) quanto per semplice scarsa dimestichezza con la burocrazia (IVG aveva anticipato la vicenda quasi un mese fa). Ora la Finanza sta valutando la posizione dell’ente per danno erariale. In merito è stata notiziata la Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per la Liguria della Corte dei Conti di Genova, per un danno quantificato, nello specifico, per oltre 30.000 euro, pari al totale complessivo delle indebite erogazioni concesse. 

“Le attività di controllo – fanno sapere le Fiamme Gialle – testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della Spesa Pubblica Nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto”.

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