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Bando abilità al plurale, Rossetti (PD): “Ennesimo ritardo della giunta regionale”

"Conseguenze sul mondo del sociale del volontariato e della cultura"

Regione. “Oggi, 2 febbraio, dopo aver creduto alle promesse dell’assessore Cavo fatte a dicembre non è ancora arrivata nessuna risposta alle reti, costituite da associazioni di volontariato, cooperative sociali, società sportive, imprese culturali, amministrazioni locali, enti di formazione professionale, che hanno presentato 82 progetti nel dicembre 2019 a seguito del bando abilità al plurale”. A parlare, in una nota, è il consigliere regionale del Partito Democratico Sergio Rossetti.

“E’ un ritardo clamoroso – spiega l’esponente democratico – dopo 14 mesi siamo ancora senza graduatoria, e atteggiamento scandaloso dell’amministrazione visto che a causa covid le organizzazioni no profit interessate sono disperate per mancanza di soldi, giovani e utenti spesso abbandonati a sé stessi e la Regione si tiene in pancia, ma perché?, ben 15 milioni di euro!  Ricordiamo che a dicembre 2019 veniva illustrato dagli assessori alla Formazione e al Lavoro di Regione Liguria Ilaria Cavo e Gianni Berrino il bando in oggetto destinato ad un’ampia platea di realtà per presentare progetti di inserimento lavorativo e sociale destinati a persone svantaggiate”.

“L’ iniziativa voleva dare continuità alla precedente attivata dalla Giunta regionale nel 2016 dal titolo ‘Abilità al plurale’ per avviare un processo di integrazione socio-lavorativa, destinata a fasce della popolazione considerate tradizionalmente ‘deboli’ – precisa Rossetti – nel contesto storico che stiamo vivendo il mondo dei servizi sociali, della cultura e dello sport soffrono una grave crisi e l’esito del bando darebbe ristoro e sostegno concreto a chi opera nel settore e ai soggetti fragili a cui lo stesso è destinato. A dicembre 2020 ad una mia interrogazione, a fronte dei gravissimi ritardi sull’esito del bando, l’assessore Cavo ha risposto in aula dichiarava che entro il mese di gennaio 2021 avremmo avuto la valutazione e la graduatoria dei progetti presentati”.

“Purtroppo invece nessun segnale e siamo a febbraio. Nel frattempo il tempo perso e i mancati aiuti regionali aggravano ancora di più la situazione diffusa di crisi nel mondo del sociale, del volontariato e della cultura. Se gli 82 progetti fossero stati valutati e fosse data risposta almeno ad una parte di essi, ci sarebbe stato un po’ di sollievo con le risorse destinate di diritto a determinate categorie – conclude Rossetti -. Ritengo che questa sia una mancanza di rispetto per chi oggi rischia di chiudere la propria attività e che farà difficoltà a riaprirla, eventualmente ci fossero le condizioni per farlo. E questo atteggiamento dimostra anche una non attenzione per tutte  quelle categorie svantaggiate che avrebbero potuto usufruire delle attività approvate dalla Commissione esaminatrice. Torno in Consiglio, l’ennesima e disperante interrogazione: ancora quanti mesi dobbiamo aspettare per avere una risposta ormai irrimediabilmente tardiva”.

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