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Andora, la protesta di ristoratori ed esercenti: “Fateci lavorare in sicurezza” fotogallery

Sostegno dal sindaco Mauro De Michelis: tra le richieste tempistiche decisionali adeguate a programmare aperture o chiusure

Andora. Presente anche il sindaco Mauro Demichelis, invitato dagli organizzatori, oggi dalle ore 15, alla manifestazione pacifica e dimostrativa di ristoratori e baristi che si è svolta ad Andora, messa in campo con la finalità di “attirare l’attenzione sulla situazione a dir poco critica in cui versano le attività e gli esercenti alle prese con le chiusure per le misure anti Covid.

protesta ristoratori andora

In un’atmosfera ordinata e senza assembramenti hanno voluto far ascoltare la loro voce e le preoccupazioni che li animano.

Ecco le testimonianze raccolte da IVG.it che rappresentano lo stato d’animo della categoria.

Marzia Azzola del Piccolo Bar dice: “Le nostre richieste sono semplici, oggi siamo qui per manifestare il nostro disagio perché abbiamo bisogno di poter lavorare In sicurezza con regole certe e durature. E’ tutto quello che chiediamo, sapere come dobbiamo fare per lavorare in tutta sicurezza e una volta saputo come lavorare ci adegueremo”.

“Basta – aggiunge Fabio Goli della pizzeria Botafogo – siamo dei gestori e siamo abituati a gestire le nostre attività e ora chiediamo non di stare a metà. O si apre o si chiude o si è bianchi o si è rossi, ma così non andiamo avanti. Il consiglio che diamo al governo: decidete perché spetta voi decidere, noi accettiamo, ma decidete se aperti o chiusi”.

Mario Bruna fornitore e distributore di bevande all’ingrosso spiega: “I nostri clienti sono bar e ristoranti, siamo praticamente fermi in quanto anche loro non possono aprire e sono senza certezze né speranze per il futuro, e quindi anche noi vogliamo capire cosa fare nei prossimi mesi”.

“Vorremmo delle certezze e che le cose fossero chiare fin da subito” conclude.

“Ritengo la manifestazione più che legittimasottolinea il primo cittadino andorese -. Sono qui per sostenerli, perché dietro a quei tavoli non ci sono soltanto i gestori delle attività, ma anche le loro famiglie, i loro dipendenti e tutto il relativo indotto”.

“Se per scelte a livello nazionale le attività devono rimanere chiuse è necessario un congruo preavviso, che non li costringa a buttare le scorte e, in ogni caso, i ristori devono essere adeguati“.

“Non è comprensibile che attività come queste, ma anche i cinema, le sale da ballo e i teatri, solo per citarne alcuni, debbano rimanere chiuse quando quotidianamente registriamo situazioni più a rischio, come ad esempio sui mezzi di trasporto. Capisco l’esigenza di tutela della salute, che deve venire prima di tutto, ma appare sicuramente meno rischioso accogliere le persone in bar e ristoranti che rispettano regole, con numeri chiusi e distanziamento, piuttosto che altre forme di assembramento che avvengono purtroppo di frequente”.

“In ogni caso il Comune di Andora continuerà a non far pagare, fino alla fine dell’emergenza, l’ampliamento dei dehor e anche la parte variabile della tassa rifiuti per i periodi in cui gli esercenti sono stati chiusi” conclude il sindaco Demichelis.

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