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Alfredo Trentalange neo presidente dell’Aia

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Innovativo e apprezzato è giunto il voto dell’Assemblea generale dell’Associazione italiana arbitri che ha stabilito sia Alfredo Trentalange a guidare i fischietti italiani fino al 2024. Il movimento arbitrale ha scelto lui compatto e non Nicchi (sfiduciato di fatto) per essere guidato in quella che si preannuncia come una vera e propria rivoluzione digitale e comunicativa: il piemontese ha promesso maggiori spazi di presenza degli arbitri sui media, momenti di spiegazioni del regolamento e più trasparenza nell’amministrazione.

Scelto quindi la discontinuità e con decisione, perché lo scarto con cui ha battuto il presidente uscente Nicchi è stato particolarmente ampio: 193 voti contro 125, che certificano come un quarto mandato all’aretino sia stato giudicato eccessivo dall’assemblea elettiva e in generale dal movimento arbitrale.

Nicchi guidava l’Aia dal 2009, quando – alla sua seconda candidatura – sconfisse Matteo Apricena della sezione di Firenze: in undici anni i fischietti italiani hanno confermato e consolidato il loro status di classe arbitrale tra le più stimate e ammirate al mondo, arrivando sul tetto del mondo nel 2014 con la finale del Mondiale in Brasile tra Germania e Argentina arbitrata da Nicola Rizzoli, che l’anno prima aveva diretto la finale di Champions League Bayern Monaco-Borussia Dortmund. In mezzo altre due medaglie preziose, una seconda finale di Champions nel 2020 diretta da Daniele Orsato e la finale di Europa League 2019 assegnata a Gianluca Rocchi.

Tra le tante luci, però, anche diverse ombre, che hanno spinto il movimento arbitrale a cambiare rotta. Su tutte la questione comunicativa è quella più impellente: l’Aia ha infatti sempre limitato al massimo i messaggi istituzionali, rimanendo spesso chiusa nella sua autoreferenzialità. La cosa era diventata palese anche allo stesso Nicchi, che negli ultimi tempi aveva iniziato ad aprire alla possibilità di maggiori contatti tra gli associati e i media. Il tema è stato tra i principali cavalli di battaglia di Alfredo Trentalange, e il movimento ha deciso di scegliere lui come guida durante quella che negli ambienti arbitrali viene percepita come una vera e propria “rivoluzione digitale”.

Si preannuncia un cambiamento radicale che comincerà dalle cose semplici, come lo svecchiamento del logo che è rimasto ancorato a quello vecchio e squadrato della Figc (che invece lo ha cambiato nel 2017), ma che si allargherà a progetti di diffusione del regolamento sui social, spiegazioni che vedranno protagonisti gli arbitri in prima persona, e anche “momenti di lettura comune degli episodi”, come ha spiegato lo stesso neo-presidente. Per voltare pagina e affrontare la nuova sfida comunicativa, l’Aia ha deciso quindi di affidarsi a un volto nuovo, che già in campagna elettorale aveva fatto sfoggio di una capacità più “moderna” di approccio ai nuovi media, con videoclip e presenza più massiccia su Facebook e Twitter per far passare messaggi chiari e semplici.

“Voglio dire un grandissimo grazie, non è semplice da questo momento pensare a tutti noi come a una squadra. Ringrazio di cuore chi ha reso possibile questo evento e dico veramente grazie al presidente dell’Aia: Nicchi mi ha insegnato tantissime cose e io glielo devo, il percorso che ha fatto è stato pieno di valori e impegno. Quello che ha dato a questa associazione resterà per sempre nel mio cuore”. Lo ha dichiarato il nuovo presidente dell’Associazione italiana arbitri, Alfredo Trentalange, appena eletto all’Hilton Rome Airport di Fiumicino. Il domani è già oggi. sarà lo slogan della sua gestione.

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