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Vaccini, in Liguria partono giovedì i richiami ma Pfizer rallenta la produzione

“Necessario per ristrutturare gli impianti”, dicono dalla multinazionale. Il commissario Arcuri è preoccupato

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Liguria. Parte da giovedì 21 gennaio la somministrazione in Liguria della seconda dose, il richiamo, del vaccino anti Covid. Ovviamente i primi a riceverla saranno coloro che per primi avevano avuto la prima dose, il 27 dicembre scorso, quando era stata avviata la campagna in tutta Italia.

Collo di bottiglia? Ancora da capire se le operazioni legate al richiamo saranno un freno per le somministrazioni delle prime dosi, che in questi giorni stanno procedendo tra le 2000 e le 2500 iniezioni giornaliere. Vero è che non si possono rinviare le seconde dosi altrimenti si rischierebbe di vanificare l’efficacia delle prime.

In questo scenario, però, preoccupano le notizie che arrivano dal Belgio, ossia dal quartier generale europeo di Pfizer. La società farmaceutica produttrice del vaccino, per ora, più distribuito in Italia, nello stesso giorno in cui il governo annunciava il milione di vaccinati, ha spiegato che a cavallo tra gennaio e febbraio dovrà rallentare le consegne in tutta Europa.

La decisione sarebbe legata a una riorganizzazione dello stabilimento di Puurs per poi ripartire con un ritmo produttivo più veloce, ha assicurato la multinazionale all’Ue. Ma il commissario Arcuri è preoccupato, parla di atto grave e dice che il governo è pronto ad azioni legali, anticipa inoltre che proprio da lunedì arriveranno i 29% di dosi in meno rispetto al quantitativo preventivato. In Liguria da dopodomani avrebbero dovuto arrivare altre 21 mila dosi ma non è certo che sarà così.

Non è stata dunque una scelta azzardata quella delle sanità regionali, tra cui Alisa, di conservare una scorta pari a circa il 30% delle dosi consegnate per i richiami. In questo modo, anche se i ritardi dovessero essere consistenti, si andrà comunque avanti senza intoppi.

Entro fine gennaio nella nostra regione arriveranno anche alcune dosi del vaccino Moderna – Toti ha parlato di un numero pari a 1700 e di un “sostegno per ora marginale” – mentre la svolta potrebbe essere legata all’approvazione futura del vaccino di Astrazeneca (non prima del 29 gennaio, pare), che non ha bisogno di richiamo.

L’arrivo a metà febbraio della prima tranche, emerge da ambito internazionale. potrebbe essere riservato però solo agli under 55, se l’Ema giudicherà insufficienti i dati delle sperimentazioni condotte sulla popolazione più anziana.

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