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Vaccini a “personale non sanitario”, PD: “Si crei un portale che contenga tutti i dati”

"Consentirebbe di dare a tutti il riscontro di cosa accade, garantendo la trasparenza dovuta"

Regione. “Alisa e la Giunta facciano chiarezza”. A chiederlo sono i consiglieri regionali del Pd Pippo Rossetti e Roberto Arboscello riguardo allo studio pubblicato dalla Fondazione Gimbe, secondo cui la Liguria è la seconda regione d’Italia per somministrazioni di vaccini a “personale non sanitario”, in totale il 39% delle dosi è stato destinato a questa categoria.

“I dati raccolti dal Ministero della Sanità elaborati dalla sopracitata fondazione dimostrano che la Liguria si attesta tra le ultime regioni italiane per vaccini al personale sanitario. Penultima, meglio solo della pessima Lombardia di Moratti e Fontana. Una situazione preoccupante” commenta Arboscello.

“Nei giorni scorsi ho depositato una mozione con cui chiedo la creazione di un portale della Regione che, continuamente aggiornato, informi i cittadini in tempo reale su chi è stato vaccinato e chi no, per fasce d’età, per gruppi di priorità e per categorie professionali e luoghi di vaccinazioni” spiega Rossetti.

“Questo strumento – continua – consente di dare a tutti il riscontro di cosa accade, garantendo la trasparenza dovuta, vista la necessità di seguire delle priorità, la grande attesa da parte di moltissime persone di potersi vaccinare e l’insopportabile sospetto che ci siano furbetti e raccomandati”.

“Auspichiamo che Regione Liguria prenda spunto da altri territori, ben più virtuosi di noi, come l’Emilia-Romagna – aggiunge Arboscello – Per contrastare Covid-19, tutelare la salute dei liguri e uscire al più presto da una pesante situazione economica e sociale sono necessarie competenze e misure concrete. Da domani ad esempio, in tutte le farmacie emiliane-romagnole sarà possibile fare tampone rapido e test sierologico a un prezzo calmierato, grazie a un accordo sottoscritto dal governatore Bonaccini con le farmacie regionali”.

“Una soluzione efficace, che non è stata realizzata anche in Liguria solamente perché la Giunta regionale ed Alisa non hanno dato seguito in tempo utile alla mia proposta di novembre, nonostante fosse stato votato un Ordine del Giorno all’unanimità nel Consiglio regionale straordinario per l’emergenza Covid” prosegue l’esponente del partito democratico.

“Prima di Natale infatti, avevamo approvato, su mia proposta, l’attivazione dei test sierologici nelle farmacie convenzionate della Liguria – specifica – Un passo importante, che impegnava Toti e la giunta regionale ad iniziare velocemente un percorso con i farmacisti liguri per avviare le attività di screening e tracciamento del contagio nel nostro territorio, elemento fondamentale anche per individuare soggetti asintomatici ed evitare la nascita di nuovi focolai nella nostra Regione. Da quel giorno però, nulla si è mosso. In Liguria i test sierologici sono pochi, così come i vaccini. Il tempo corre e la battaglia contro Covid-19 rimane ben lontana da essere vinta se la nostra Regione non cambia rotta. C’è voglia di ripartire, chiediamo alla Giunta Toti di non perdere altro tempo” conclude Roberto Arboscello.

Sull’argomento era intervenuto ieri anche Ferruccio Sansa che aveva ribadito: “Chiederemo alla Regione di sapere a chi sono andati i vaccini, è fondamentale che le, pur poche, dosi di vaccino disponibili siano utilizzate per proteggere chi lavora in prima linea con i pazienti e le persone più fragili, come previsto dal Piano vaccinale”.

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