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“Tradito” da una tazzina sporca: barista finalese multato dalla polizia locale

Verbale da 280 euro e tre denunce: nel mirino degli agenti anche un cliente colto a bere un calice di vino all'esterno del locale

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Finale Ligure. Brutta mattinata per la titolare del bar Caffè Esquina di Finalpia. Le è costata cara infatti la “visita” della polizia locale intervenuta per aver notato la presenza di un cliente all’esterno del locale che stava consumando un calice di vino e la presenza di una tazzina sporca sul tavolino interno del bar che ha fatto pensare alla polizia locale che un cliente fosse entrato all’interno per consumare.

Di diverso avviso il marito della titolare, presente per fare le pulizie che, ancora arrabbiatissimo spiega la vicenda: “Siamo in zona arancione e le persone possono consumare all’esterno perchè il locale di mia moglie fa l’asporto. Un cliente all’esterno del locale a circa due metri consumava del vino in un calice di plastica e i vigili sono entrati nel locale e hanno fatto il verbale senza neppure dare spiegazioni e senza neppure sentire il cliente né cosa avevamo da dire. Nel verbale hanno anche inserito che sul tavolo all’interno del bar c’era una tazzina di caffè. Si sono messi a scrivere il verbale senza ascoltare cosa avevamo da dire. Infatti un cliente ci aveva restituito una tazzina dopo aver consumato all’esterno”.

“Mentre scrivevano ho pensato alla nostra situazione, cerchiamo di fare il possibile per tirare fuori un pezzo di pane per i nostri figli, siamo aperti dal mattino fino alle 18 per pagare la corrente e gli affitti e per non lasciare debiti con nessuno e loro mi hanno fatto una multa per un fatto inesistente, visto che il cliente era fuori e a due metri dal locale – prosegue – Non prendiamo ristori, abbiamo due bambini e facciamo i salti mortali per pagare affitti e utenze, fino a dicembre non avevamo debiti, ora non siamo neppure in grado di pagare la multa di 280 euro che se non pagato in 5 giorni diventa 400 e se passano 60 giorni 1000 euro. Incassiamo in questo periodo una media di 40 /50 euro al giorno, non possiamo, proprio non possiamo pagare la multa”.

“Se ci lasciano lavorare in tranquillità noi restiamo almeno a galla. Se invece si aggrappano ad ogni minima cosa senza almeno avvertire prima di fare un verbale solo per fare cassa, noi non possiamo fallire per questa intransigenza. Loro hanno uno stipendio fisso, noi se non lavoriamo non mangiamo. La mia compagna titolare del bar è più pacata, ma io mi sono alterato e ho iniziato a dire la mia , mi sono sfogato e forse da buon napoletano sono stato un po’ colorito e così oltre al verbale mi sono preso ben tre denunce penali: art. 651, art. 336 e 341 bis. Cosa sono un mafioso, un criminale? Sono solo uno che sta vivendo un momento difficilissimo e vedo la mia compagna, titolare del bar davvero preoccupata come tutti coloro che hanno locali perché stiamo rischiando di tirar giù le saracinesche per sempre e di fallire. Io non mi sono rivolto direttamente ai vigili, mi sfogavo tra me e me ed ero nero, certo ho perso la calma però penso che devo anche essere capito in questo mio sfogo. Ora terremo il bar chiuso fino a che non saremo in zona gialla, ma pensiamo che in questa situazione stressante e difficile economicamente la Polizia locale dovrebbe tutelarci, capirci, non accanirsi”, conclude.

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