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Tetto da rifare nei locali parrocchiali, l’appello: “Ciascuno compri una tegola”

Appello alla comunità varazzina per i locali di San Nazario e Celso

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Varazze. I ponteggi ci sono, ora bisogna intervenire per rifare il tetto dei locali parrocchiali di San Nazario e Celso. Ma ci vuole un esborso consistente per la sostituzione del manto di copertura delle strutture di servizio dell’edificio religioso, di probabile origine medievale, fondato dai monaci lirinesi come dipendenza del monastero di Sant’Eugenio dell’isola di Bergeggi.

E così si chiede una mano ai parrocchiani: ciascuno potrà partecipare all’iniziativa attraverso un piccolo contributo che potrà essere versato attraverso la diretta donazione in chiesa o con un versamento sul conto corrente intestato alla “Parrocchia dei Santi Nazario e Celso”. Insomma, una tegola per ogni parrocchiano e una parte di tetto è fatta.

La Chiesa oggi presenta una configurazione simile a quella originaria dove, racchiuso tra la nuova Canonica e la Canonica già esistente, sul fianco destro della chiesa, c’è il manufatto interessato dai lavori; quello utilizzato in parte come locali parrocchiali ed in parte come sede della Polisportiva San Nazario.

La quasi totalità del tetto di questi fabbricati è composta da lastre di amianto-cemento. Con questo intervento, che riguarda la gran parte delle strutture che contornano la chiesa, si eliminerà il manto di eternit sostituendolo con materiale più idoneo per un recupero che risulti armonioso con la copertura del “corpo chiesa” in modo tale da non compromettere la struttura portante in legno esistente con limitata capacità portante. Per questo si impiegherà un materiale di “compromesso”, compatibile con la “matericità” dell’ardesia e, contemporaneamente, sottile e leggero.

Per questo motivo il lavoro, concordato con la Soprintendenza Regionale ai Monumenti permetterà di evitare interventi strutturali “invasivi” usando un materiale simile all’ardesia naturale ma molto più leggero.

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