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Speciale Eccellenza: sulla ripresa dilettanti regionali, il 5-6 febbraio la decisione della LND

Lo speciale del Ct Vaniglia

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Nel mentre la situazione epidemica si sta complicando per la comparsa delle varianti Covid 19 (dopo quella inglese e sudafricana è il momento ora di quella brasiliana) proviamo a fare un’analisi della situazione in vista dei prossimi appuntamenti della LND e dei vari Comitati Regionali.

Inutile dire che si lavora per tentare la ripresa con chiaramente un occhio ai contagi e un orecchio ai tavoli del Governo. Il campionato di Serie D nel frattempo prosegue la sua corsa, seppur tra tante difficoltà e qualche rinvio per casi acclarati che inevitabilmente rende i turni infrasettimanali decisamente corposi.

La Lega Nazionale Dilettanti sta dedicandosi (obiettivo prioritario) alla ripresa dei campionati dilettantistici regionali e provinciali, primo fra tutti quello di riattivare l’Eccellenza che è strettamente legata al massimo campionato dilettantistico nazionale, ma a ruota potrebbero seguire le altre categorie qualora il Governo dovesse decidere di allentare un po’ la morsa.

I vari Comitati Regionali stanno operando in tal senso, dopo aver ricevuto comunicazione da parte della LND stessa che si riserverà di prendere una decisione sul tema il 5 febbraio, ascoltando probabilmente le varie proposte che perverranno sul tavolo del Dipartimento Interregionale. La LND dunque ha chiesto ad ogni Comitato Regionale di presentare le proprie idee, proposte e osservazioni per organizzare una ripresa efficiente, sostenibile e in totale sicurezza.

In Campania il 21 gennaio è prevista una videocall tra il rieletto Zigarelli e le società d’Eccellenza, per un confronto sulle nuove restrizioni e su come procedere in seguito all’approvazione dell’ultimo Dpcm. In tale occasione verosimilmente saranno gettate le basi per definire le proposte da presentare poi alla LND. Iniziative anche nel Lazio e in Lombardia, due comitati molto influenti a livello nazionale. Il primo ha buttato giù qualche idea tra tamponi, format campionati, calendario e definizione di promozione e retrocessioni, mentre il secondo probabilmente chiederà al Governo la possibilità di usare i test rapidi gratuitamente.

Indubbiamente tra i primi step da definire c’è quello riguardante il protocollo, in Eccellenza infatti probabilmente saranno applicate le stesse regole che oggi valgono per la D, dunque test rapido 2-3 giorni prima della gara, ma molto dipenderà dai costi che dovranno essere pressoché identici se non addirittura inferiori.

Sui format chiaro che ogni Comitato dovrà adattarsi alla situazione oggettiva, ad esempio nel Lazio ci sono tre gironi da 16 squadre e dunque bisognerà definire le due aventi diritto alla promozione in D e le due seconde classificate che finiranno nella graduatoria per coprire eventuali carenze d’organico. Tra Campania, Lazio e Lombardia filtra l’intenzione di giocare quante più partite possibili, in alcuni casi si spinge per il format completo andata-ritorno ma sarà molto difficile se non impossibile adottarlo in virtù della situazione epidemiologica attuale del paese.

Il CR Lazio inoltre potrebbe chiedere una deroga all’art. 51 comma 3 delle NOIF, che se accettata porterebbe all’eliminazione dello spareggio tra prima e seconda in caso di pari merito, sostituito dal criterio della classifica avulsa, ma non sarebbe l’unica richiesta. Infatti, come palesato da altri Comitati Regionali, verosimilmente si dovranno calendarizzare partite anche nei mesi di giugno e luglio.

Retrocessioni? L’idea è di confermare i vari format, con le ultime classificate direttamente in Promozione per quanto riguarda l’Eccellenza, ma poi resta il nodo playout con alcune Regioni che ad oggi rischiano fortemente di dover disputare quelli aggiuntivi in caso di numero cospicuo di retrocessioni dalla D.

Molto dipenderà dalle decisioni del Governo, che dal 5 marzo potrebbe dare il via libera allo svolgimento dell’attività sportiva “non di interesse nazionale”. Nel frattempo la LND non vuol farsi trovare impreparata, il 5 febbraio se dovessero essere recepite determinate proposte dei Comitati Regionali si potrebbe iniziare con una ripresa graduale delle attività. I club chiedono almeno tre settimane per rimettere in condizione i propri tesserati, dunque il rischio è di ripartire a fine marzo-inizio aprile, nonostante alcuni CR spingano per una ripresa degli allenamenti dal 6 febbraio per poter poi ripartire coi campionati a metà marzo e concludere così la stagione, con tanto di playoff, entro la terza settimana di luglio.

A tal proposito, in Lombardia il neo eletto presidente Carlo Tavecchio ha incontrato le società aprendo ad una possibile ripresa, con la disputa delle gare di recupero nel mese di marzo e da aprile partire poi col girone di ritorno. Infine, la richiesta presentata alla Regione per i test rapidi, è in attesa di responso ma è chiaro che averli gratuitamente potrebbe rivelarsi un fattore decisivo per la ripresa. Certo che una brutta tegola per il calcio dilettantistico regionale e provinciale è stata rappresentata dalla pubblicazione dell’ultimo DPCM, che di fatto obbliga migliaia di realtà sportive in giro per l’Italia ad attendere fino al 5 marzo per riprendere gli allenamenti e di lì a qualche settimana verosimilmente il campionato.

Difficile ipotizzare cosa accadrà, alcune regioni hanno dichiarato la stagione annullata, altre invece stanno riflettendo sul fatto di disputare almeno il girone d’andata, ma le difficoltà aumentano mese dopo mese e il futuro appare quanto mai nebuloso. A tal proposito diversi presidenti di società hanno denunciato una situazione non più sostenibile e dato sfogo alla propria amarezza in seguito all’ennesima decisione penalizzante per lo sport dilettantistico: “Il tempo necessario per concludere il campionato ci sembra davvero poco, e probabilmente sarà necessario rivedere tutte le modalità della competizione, snaturando e sminuendo ulteriormente la nostra categoria. FIGC e LND hanno il dovere di prendere in carico la questione dei campionati regionali dilettantistici, in particolar modo quello di Eccellenza e renderlo di interesse nazionale, per restituire dignità alle nostre categorie. In primis in quanto garantisce la partecipazione al prossimo campionato di serie D e poi per numero di addetti, per investimenti e per la nostra professionalità, calpestata nuovamente. In alternativa dichiarino esplicitamente il contrario ed annullino l’intera stagione sportiva”.

Dunque si richiedono risposte immediate, per tutelare i propri investimenti e capire su quante e quali macerie ricostruire l’intero movimento. La fase attendista, di stare alla finestra a guardare il governo cosa decide, non è più tollerata, ma conduce solo ad una lenta e tragica fine. Viene il dubbio che a tanti quasi faccia comodo questo stop”. Il silenzio e il menefreghismo generale portano a pensare che siano dei “folli” coloro che pensano che si possa riprendere a breve, o che comunque che si debba fare il possibile per farlo in tutta sicurezza, o meglio ci sia addirittura interesse nel voler ricominciare”.

Chiosa finale su alcune proposte palesate nei mesi scorsi, ma mai prese seriamente in considerazione dagli organi preposti a decidere: “Più volte si è ribadito ed evidenziato che i campionati dilettantistici potevano tranquillamente proseguire spendendo i soldi dei contributi per il protocollo di sicurezza come sta avvenendo in Serie D. Ed invece – denunciano tanti presidenti – siamo stati dimenticati, abbandonati ad una lenta agonia. Con i fondi che il governo sta sistematicamente erogando quali bonus collaboratori avremmo potuto fare addirittura i tamponi tra il primo ed il secondo tempo di ogni gara e attivare tutte le disposizioni anti Covid. Questa pioggia di danaro distribuita senza criterio dimostra la cecità del governo ed il disinteresse degli organismi sportivi. Il danno sociale ed economico di questo scempio avrà purtroppo ricadute gravissime non solo sul mondo dello sport, perché si stanno calpestando i suoi valori e la sua funzione sociale”. Ingarbugliata, complessa e senza via di uscita appare la situazione venutasi a creare.

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