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Sempre più incertezza sulle misure del governo, l’esasperazione diventa un pericolo sociale

Il problema della riapertura delle scuole e la crisi sempre più grave di alberghi, bar e ristoranti

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Liguria. Sembra di leggere un articolo già visto e rivisto, invece non c’è limite al peggio. Confusione e incertezza regnano sovrane sotto il cielo del governo, ma questa volta si rischia davvero che l’esasperazione si insinui pericolosamente nel tessuto economico e sociale con conseguenze che non si possono prevedere.

Oggi siamo arancioni (quasi una boccata d’ossigeno) ma del doman non v’è certezza.

Aspettavamo la fine delle festività per avere un po’ di respiro e invece andiamo incontro ad altre restrizioni, tanto per cambiare ancora da decidere: lo saranno come sempre all’ultimo istante.

La Liguria, dicono gli indici di contagio, è tra le regioni messe peggio ma Toti sostiene – ci sembra a ragione – che gli indici stessi sono ampiamente da rivedere.

La sceneggiata della scuola ha in sé quanto di più significativo – e quindi il peggio – stia accadendo in Italia. Si vogliono riaprire le Superiori almeno al 50 per cento, giusto per dire che si riaprono, con orari differenziati che costringeranno a modificare forse anche quelli del commercio.

Nessuno capisce più nulla, sono in arrivo restrizioni già dai prossimi giorni. Il virus circola e circola troppo, questo è evidente, segno anche che tutte le misure adottate negli ultimi tempi non sono servite a nulla e che ci attendono tempi grami.

Il governo è sull’orlo della crisi (speriamo in ministri migliori di Speranza) e va in scena quindi un teatrino ancora peggiore del solito, con i burattini che hanno il volto di Rocco Casalino, il portavoce del premier Conte che bada solo alle apparenze, e quello del commissario a tutto Arcuri, che non ne ha azzeccata una e continua negli errori anche per quanto riguarda i vaccini.

Proseguire così non serve a nulla, non si limitano i contagi e non si aiuta l’economia: l’assessore regionale Berrino ha calcolato ad esempio che sono aperti solo 30 dei 1200 alberghi della Liguria. E che dire di bar e ristoranti già falliti o che restano aperti solo per onor di firma con un po’ di asporto?

Si ingrossano le fila di coloro i quali sostengono che, per andare avanti così, meglio qualche settimana di lockdown totale, forse la strada più giusta per evitare il peggio.

Invece, dopo averci chiusi per le feste, ci racconteranno di volta in volta che a Carnevale sono pericolosi gli assembramenti per le feste mascherate, che a Pasqua bisogna fare attenzione alle uova di cioccolato, fino ad arrivare a primavera e lì la storia la conosciamo già: non andrete mica in giro a far festa o in vacanza?

Si, ci tocca davvero sperare in una crisi di governo, anche se non è mai una cosa bella nel mezzo di una pandemia.

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